Agire la verità sul boicottaggio del Caffè Commercio #Antifa #WeTooGether #NoBorder #UnaCasaPerTutt*

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corriere romagna 25 feb 2018 su boicotaggio caffè commercio

Entriamo nel merito del dibattito che si è aperto dopo la manifestazione antifascista di Giovedì scorso contro la presenza al Caffè Commercio di Rimini di Roberto Fiore intervenuto per un’iniziativa elettorale e la relativa campagna di boicottaggio promossa da “Non Una di Meno Rimini”.

Lo facciamo per fare un pò di chiarezza, quella che volutamente il Resto del Carlino come sempre ha omesso di fare, dando informazioni del tutto scorrete. Chiediamo pertanto una rettifica.

La miglior risposta agli articoli usciti oggi sui quotidiani locali, alle esternazioni dei proprietari del Caffè commercio e alla minaccia di denunce per turbata libertà dell’industria e del commercio (come sempre una rispolveratina al codice penale per provare ad esercitare una pseudo pressione sulle persone che hanno aderito ad un boicottaggio che ha funzionato) è quella che ha dato oggi “Non Una di Meno Rimini” e che pubblichiamo di seguito.

Boicottaggio vincente grazie alla rete di Nudm che però viene del tutto snaturato nel suo significato e raccontato dalla stampa non come un’azione legittima e del tutto pacifica di utilizzo degli strumenti della rete e dei social (recensioni) con le relative motivazioni ma bensì descritto come un’azione violenta e di minacce alla libertà di commercio. 

Per libertà di commercio si intende concedere la sala del proprio Caffè per un evento di propaganda di un’organizzazione dichiaratamente neofascista, suprematista e negazionista e per ospitare l’ex terrorista nero numero uno, Roberto Fiore?

Questa non è semplice libertà di commercio ma una precisa scelta di campo.

Ed è del tutto legittimo che ci siano persone che decidono di boicottare un bar che sponsorizza e offre spazi a queste organizzazioni e i loro programmi di odio suprematista (maschio e bianco), mentre è gravissimo che sia tacciata di illegalità e violenza un’azione come il boicottaggio (una delle vittorie più importanti ottenute attraverso il boicottaggio fu l’abolizione del regime dell’apartheid in Sudafrica) proposta da un movimento come Non Una di Meno  che si occupa di contrastare la violenza maschile e patriarcale sulle donne in ogni sua forma. Ovvero quella del dio patria e famiglia, quella del corpo come proprietà del maschio ma anche quel tipo di violenza che ha ripetutamente strumentalizzato vicende come quelle di Pamela Mastropietro o gli stupri di Miramare, tacendo invece su un’altra terribile vicenda come quella di Jessica Faoro, solo perchè l’assassino di quest’ultima era italiano. Così come è stato omesso e nascosto lo stupro dell’altra donna vittima delle violenze di Miramare solo perchè transgender. O ancora, così come si tace sulla quotidiana realtà di violenza domestica e di femminicidi tutta italiana.

Le organizzazioni neofasciste utilizzano queste vicende creando disinformazione e costruendo bufale da web, cercando di far crescere un sentimento diffuso di intolleranza e odio di stampo razzista e sessista. 

La Digos dovrebbe preoccuparsi di perseguire ben altre cose, non è proprio lodevole il comportamento avuto da un funzionario Giovedì scorso durante la manifestazione antifascista. Potete minacciare le persone che partecipano alle iniziative pensando di incutere loro paura, così come potete minacciare di fare le vostre denunce se non cessa il boicottaggio del Caffè Commercio. Ma non saranno queste vostre azioni a fermare i nostri passi. 

C’è troppa disuguaglianza e razzismo in giro per arrendersi o per mollare.  

Si è aperto un dibattito importante in questi giorni, dopo la determinata manifestazione di giovedì scorso sotto la pioggia e un freddo pungente e l’azione di boicottaggio promossa da Non Una di meno, sta ora a tutt* gli/le antifascist* riminesi e romagnoli dargli forza e sostanza a partire dall’appuntamento della Street Parade che Non una di meno Rimini sta costruendo per l’8 Marzo e dall’ondata di gelo che sta colpendo la nostra città e dalla risposta che collettivamente sapremo dare ai bisogni derivanti dalle crescenti disuguaglianze e alle nuove forme di povertà e di esclusione sociale.
#NoNaziinourtowns #noborder #antifa #wetoogether #UnaCasaPerTutt*

Casa Madiba Network

ps: Casa Madiba non ha mai organizzato iniziative nel suddetto bar.

LA RISPOSTA DI NON UNA DI MENO RIMINI AI QUOTIDIANI LOCALI 

In risposta agli articoli di questa mattina sui quotidiani locali.

La nostra presa di posizione con il lancio del boicottaggio verso il caffè commercio nasce da una decisione collettiva presa all’interno della nostra assemblea.
L’invito è quello di evitare il bar che ha più volte ospitato fn in questi anni.
Dopo i fatti di Macerata e l’ennesimo uso strumentale della violenza subita da una donna (la terribile storia di Pamela, per nulla diversa quella di Jessica , trattata però dalla stampa in maniera totalmente differente) da parte delle milizie di forza nuova, che arrivano a rivendicare una tentata strage, dichiarando addirittura di voler assistere legalmente il colpevole, sono per noi motivazioni ineccepibili.
Criminalizzare un boicottaggio mediatico da parte di chi accoglie all’interno della propria attività comizi di organizzazioni di stampo neo fasciata è qualcosa di totalmente insensato.
Non è un atto violento informare chi frequenta quel bar che persone condannate per atti di violenza reale come pestaggi e ronde hanno libertà di presa di parola al suo interno.
Non basta giustificare il fatto di aver dato parola a Roberto Fiore, pluricondannato per stragismo e eversione con il fatto che “se pagano benvenuti tutti”.
Dichiarare che si ospita chi fa della propaganda sessista e razzista solo perché è consentito esprime assoluta connivenza con queste persone
Il nostro boicottaggio ha fra le sue finalità quella di far sì che non si ripetano mai più iniziative di questo tipo in locali pubblici, confidando che l’amministrazione faccia la scelta giusta decidendo di negare a queste organizzazioni ogni spazio di visibilità pubblica.
Il fascismo non è un’opinione, lo dice la nostra costituzione, vogliamo ricordarlo sempre, se qualcuno se lo fosse dimenticato.
Mai più guerra sociale sui nostri corpi!
Per rivendicare questo è molto altro, parteciperemo allo sciopero femminista dell’ 8 Marzo a Rimini! Street Parade Sciopero Globale #WeTooGether nella nostra città, per colorarla e riempirla di rivendicazioni al femminile oltre i generi e i confini.
Perché la violenza fisica e solo l’ultimo è tragico atto di continue violenze psicologiche subite ogni giorno nelle nostre Case per le strade e sui posti di lavoro.
Segui la pagina Non Una Di Meno Rimini per gli aggiornamenti sulle prossime iniziative.

NUDM Rimini

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