Assemblea Pubblica: La nostra vita, i vostri confini. Per l’Europa che vogliamo verso il 1 marzo 2016

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Mercoledì 17 Febbraio: La nostra vita, i vostri confini. Per l'Europa che vogliamo

La nostra vita, i vostri confini. Per l’Europa che vogliamo

Mercoledì 17 Febbraio – ore 20.30

Assemblea pubblica per la costruzione collettiva e partecipata della giornata di Sciopero Sociale Transnazionale del 1 Marzo 2016.

La nostra vita, i vostri confini. Per l’Europa che vogliamo verso il 1 marzo 2016

Anche Rimini e il territorio della Romagna si mobilitano in vista del 1 marzo 2016. Vogliamo essere protagonisti e protagoniste di questa giornata di mobilitazione transnazionale europea che vuole mettere in evidenza come il regime dei confini e del governo della mobilità sono l’altra faccia delle politiche di austerità imposte dalle tecnocrazie europee. Confini e frontiere esterne e interne che si traducono in respingimenti, in violenze arbitrarie sui rifugiati in fuga da guerre, cambiamenti climatici, povertà estrema, ma anche nel potere discrezionale delle Questure come la richiesta di fornire una dichiarazione di domicilio o la residenza per il rinnovo del permesso di soggiorno.
Al contempo nei nostri territori facciamo i conti quotidianamente con gli effetti delle politiche d’accoglienza emergenziale. Alla Casa d’accoglienza Andrea Gallo (Don) – progetto per l’emergenza freddo conquistato attraverso le lotte per il diritto all’abitare e l’accoglienza degna che si sono date negli ultimi due anni nel territorio di Rimini – circa 2/3 degli abitanti sono migranti, la stragrande maggioranza provengono dai progetti per l’Emergenza Profughi, ora più che mai incubatori di nuovi homeless, di nuovi e nuove sfruttati/e.
A ciò si aggiunge la costante precarizzazione della forza lavoro impiegata nelle cooperative e nelle associazioni che si occupano dei progetti di accoglienza gestiti dalle Prefetture, il ricatto di una precarietà che fa ad es. i conti con la figura del socio lavoratore o con i costanti tagli al welfare e alle politiche sociosanitarie.

Nei settori produttivi trainanti dei territori che abitiamo, dal Turismo alla Logistica passando per l’Agricoltura e l’Industria Alimentare, abbiamo assistito in questi anni ad una costante cancellazione dei diritti e delle tutele per i lavoratori e le lavoratrici migranti e non solo. Il ricatto della disoccupazione, il legame schiavistico fra permesso di soggiorno e contratto di lavoro, insieme all’imposizione di un nuovo modello produttivo che aggira il CCNL a favore della contrattazione di secondo livello con conseguente compressione dei salari sempre più legati alla produttività, produttività caratterizzata da ritmi alienanti e in assenza delle misure di sicurezza e delle tutele necessarie, sono lo scenario in cui sono immersi non solo i/le migranti ma tutta la forza lavoro.
Quando i lavoratori e le lavoratrici rivendicano, come accaduto ad es. rispetto alla Vertenza Artoni o alla Mare Spa, nella piena legittimità i loro diritti, i ricatti e la punizione attraverso l’esclusione da socio o i licenziamenti o la chiusura delle aziende sono l’unica risposta con la complicità di tutte le Istituzioni (Comuni, Prefetture, Regione) che soprattutto in E.R. esprimono un potere fortissimo che ci mostra oggi più che mai come la casta sia espressione non solo di un potere politico consolidato ma anche delle lobby economiche degli affari e delle banche, dei padroni della rendita e della speculazione ovvero tutto il mondo dell’alto, che anche grazie al Jobs act, si organizza contro il basso cancellando tutele e diritti ma anche qualsiasi forma di negoziazione sociale.

La condizione di genere poi è un’ulteriore strumento di disciplinamento e di contrazione del salario che riguarda tanto i lavori tipicamente femminili (lavori di cura, settore turistico ecc..) quanto l’accesso alle tutele come la maternità.

Un quadro drammatico questo, in cui il governo delle migrazioni e della forza lavoro esprimono una violenza senza precedenti in un’Europa reazionaria, neosovranista e razzista che non è l’Europa che vogliamo, che immaginiamo, che desideriamo e che vogliamo costruire.

Per questo il 1 marzo rappresenta un appuntamento importante perché tiene insieme la complessità che il tema migrazioni/confini/precarietà porta con se.
Per queste ragioni vogliamo lanciare un primo momento pubblico e partecipato di costruzione della scadenza del 1 marzo in Romagna, un’assemblea pubblica che si terrà Mercoledì 17 Febbraio alle ore 20.30 a Casa Madiba Network.

#1M #UnaCasaPerTutti #OpenBorders #AgainstPrecarization

Casa Madiba NetworkCasa Andrea Gallo (Don) per l’autonomiaADL Cobas Romagna

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