Campagna #CasaGalloUnaSoluzione

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“Nella vita ci sono un’alba e un tramonto ogni giorno. E tu puoi scegliere di essere presente, puoi metterti sulla strada della bellezza.”

Video Conferenza Stampa:

 

Campagna #CasaGalloUnaSoluzione
di seguito il documento di lancio della Campagna per Casa Andrea Gallo Rimini #perlautonomia
GLI APPUNTAMENTI PRINCIPALI:
✔ Cena sociale #SanGaudenzoXCasaGallo Ad alta voce Sabato 14 ottobre ore 20 @Casa Madiba Network
✔ Assemblea pubblica per costruire insieme una grande giornata di mobilitazione per Casa Gallo – Mercoledì 18 ottobre ore 20.00 @Casa Madiba Network
✔ Laboratori “Le cose che servono: Costruiamo insieme il nuovo forno sociale #CasaGalloUnaSoluzione. Laboratorio aperto per la realizzazione del nuovo forno sociale in terra cruda per il progetto di attivazione professionale Cucina & Pizzeria sociale IL VARCO Rimini. Il laboratorio si svolgerà Domenica 22 Ottobre dalle ore 10.30 presso Casa Gallo in via De Warthema 26;” “Cucina & Pizzeria sociale IL VARCO Rimini”
✔ Manifestazione e corteo Sabato 28 Ottobre ore 15.00 

648 giorni di vita. Campagna #CasaGalloUnaSoluzione

Sono 648 giorni – dal 24 dicembre 2015 al 30 settembre 2017 – i giorni di vita di Casa Gallo.

Casa Gallo accoglie 40 persone, di questi 20 sono stabilente presenti  nella casa dall’inizio del progetto, 60 quelle che sono transitate principalmente uomini di giovane età, per un totale di 80 persone accolte.

Sono state garantite 648 colazioni, per un totale di 2592 litri di latte, molto del quale reperito attraverso la raccolta solidale, promossa agli/dalle abitanti di Casa Gallo attraverso un evento Facebook specifico e i volantinaggi.

All’interno della struttura sono presenti due boiler per l’acqua calda (insufficienti come abbiamo denunciato fin dall’inizio del progetto per sopperire ai bisogni di 40 persone accolte), uno per i rubinetti (che è stato sostituito la scorsa estate, grazie alla donazione di un imprenditore termoidraulico), ed uno per le docce. Dal 24 dicembre 2015 è stato garantito il servizio doccia per un totale di 10.800 docce dall’inizio del progetto. Per alcuni periodi durante l’estate, vista la minore richiesta di acqua calda, il servizio è stato offerto anche ad homeless esterni alla casa. Attualmente il servizio docce è fornito per numeri contenuti (5/10 persone), presso il Guardaroba Solidale di Casa Madiba, con tre aperture settimanali, grazie alla presenza di una doccia nelle toilette dello Spazio sociale. Casa Madiba vogliamo ricordarlo non usufruisce di finanziamenti pubblici e tutte le utenze sono a suo carico.

Lo Sportello Ascolto ha incontrato circa 150 persone per colloqui relativi all’accoglienza, colloqui che periodicamente vengono sospesi a causa della mancanza di posti letto. Dal 1 di Settembre 2017 lo Sportello ha già incontrato 25 persone e fatto 4 nuovi inserimenti. La struttura è già nella massima capienza.

Lo Sportello Salute, nato per supportare l’informazione e l’orientamento sanitario, aperto una volta alla settimana grazie alla presenza di un medico volontario e di un’infermiera ha svolto 100 colloqui.

Lo Sportello Autonomia Lavoro, counseling e orientamento lavorativo rivolto agli abitanti di Casa Gallo realizzato grazie ad una volontaria esperta del settore, ha seguito 15 persone, 5 di loro hanno trovato un lavoro temporaneo o stagionale e sono stati supportati anche rispetto ai loro diritti sul lavoro (contratto, mansione, giorno libero, salario). Altri 10 sono invece gli/le abitanti che hanno trovato autonomamente un lavoro nel settore dell’edilizia, del turismo e dell’agricoltura.

Abbiamo ospitato, ospitiamo e sostenuto l’accoglienza di 11 persone con gravissimi problemi di disagio psichico.

Nonostante questo, in questi 648 giorni siamo stati colpiti dalle denunce pesantissime accumulate in questi anni e tutti i relativi procedimenti penali a nostro carico, dalle imboscate con i fascisti  in un quartiere che vogliamo libero dall’odio razziale, dallo stigma e dalla speculazione verso i poveri, dagli sgomberi e i sequestri per i quali se le sono sempre lavate le mani a Palazzo Garampi, fino alla mancata erogazione del contributo economico di 15.000 euro per il progetto relativo al dormitorio sociale per l’emergenza freddo (per il quale le due associazioni e i relativi volontari hanno sborsato molti soldi visto che il comune ci ha fornito di 33 brandine in iuta, 30 materassini da campeggio, 30 kit di emergenza con lenzuoli in tnt ), l’esclusione dalla progettazione per i Piani di Zona ed ora la richiesta danni quantificata nei consumi delle utenze e nella mancata restituzione dell’immobile.

O uscite e fate uscire chi vive a Casa Gallo o vi facciamo pagare tutto.

Il Comune ha attivato una mediazione tramite un’agenzia preposta per rientrare in possesso dell’immobile, il prossimo e secondo incontro sarà il 7 Novembre. L’unica mediazione che possiamo accettare – e vogliamo dirlo chiaramente –  è quella che rilasceremo i locali solo se sarà trovata una soluzione fattiva e certa per dare continuità temporale al progetto di Casa Gallo. Di spazi dove trasferire le attività nel quartiere (dove questa esperienza è nata e vissuta perfettamente integrata) ce ne sono e sono del tutto abbandonati o usati come magazzini.

Crediamo che questa esperienza abbia prodotto un patrimonio di umanità, di solidarietà e di vita che non può essere quantificato economicamente, tanto è il suo valore. Questa esperienza è stata ed è in piedi nonostante l’assenza di finanziamenti pubblici, sostenuta solo dalla solidarietà militante e l’autofinanziamento.

Quale valore economico può avere allora l’esperienza di Casa Gallo, i minuti rincorsi a risolvere situazioni di abbandono istituzionale e indifferenza? Quanto è stato grande il risparmio del Comune rispetto a servizi erogati a costo zero per la collettività?

Quante volte il nostro impegno sociale e politico per gli ultimi, per un mondo diverso è stato ostaggio delle peggiori congetture repressive e giornalistiche? Quante volte abbiamo provato a proporre delle soluzioni cercando un dialogo fattivo con le istituzioni?

Quello che manca in tutta questa vicenda è la politica, vanno avanti i burocrati e prevale il nostro mancato rispetto delle regole, non il perché si sia disobbedito a quelle regole. Noi crediamo che quelle regole possano essere cambiate (perché prima ci sono le persone) mettendo da subito a disposizione uno spazio per trasferire in continuità tutte le attività di Casa Gallo.

Il fatto che la decisione di rimanere all’interno della struttura allo scadere della convenzione, presa da tutta l’assemblea di gestione di Casa Gallo il 15 aprile 2016, portava a disobbedire ad una legge, in alcun modo giustifica la violenza istituzionale contro un’importante esperienza di welfare dal basso e coabitazione fra persone senza casa. Esperienza che – rifiutando il modello assistenziale (quando c’è) , modello che tratta le persone come sagome di passaggio o come pesi morti della società – sta affermando un altro modo di intervenire nei gravi problemi abitativi prodotti da questo sistema socio-economico, caratterizzato da precarietà e discontinuità lavorativa, bassi salari e costi altissimi per l’affitto o l’acquisto di abitazioni.

I problemi sociali e politici si risolvono con la politica. non con gli avvocati, non con la criminalizzazione della solidarietà, non con le denunce. Ma quello che sta avvenendo è l’esatto contrario.

Lo si comprende molto bene leggendo il fascicolo relativo al sequestro della cucina sociale di Casa Gallo. Era da mesi che venivano sistematicamente controllati i nostri strumenti di comunicazione e i nostri spazi, tutto in funzione di aspettare la fine dei lavori per sequestrare un piccolo immobile di 9 mq da anni abbandonato e luogo di rifugio di marginalità estrema e devianza.

Aveva ragione Moriba quando il 30 marzo 2017, il giorno del sequestro della casetta, ha affermato “questo piccolo spazio era degradato e molto sporco, chi ci abitava faceva dei furti. Prima non sono venuti a chiuderlo, ma quando hanno visto che noi abbiamo deciso di metterlo a posto, di pulirlo, di riqualificarlo dando una nuova vita, non va bene questo. Hanno tolto il diritto di cucinare, anche il diritto di essere umano. Secondo loro noi siamo degli animali qua, non abbiamo diritto di cucinare come loro, dobbiamo andare alla mensa dei poveri. È vergognoso!”.

Nel fascicolo si ricostruisce tutta la storia di Casa Gallo e si teorizza di come sistematicamente ogni nuova progettualità o servizio sociale offerto venisse letto sempre come nuovo strumento per promuovere ( in particolar modo da parte degli e delle attivisti/e solidali con Casa Gallo), condotte riconducibili alla “criminalità ideologica”. Termine con il quale si indicano “tutti quei casi in qui il reo infrange la legge penale non per soddisfare interessi di natura personale o patrimoniale, bensì per perseguire determinati ideali, la cui attuazione pratica viene ritenuta di un importanza tale da giustificare anche la violazione di norme dell’ordinamento giuridico”.

No, non oscureremo i nostri volti nelle foto che pubblicheremo, non rilegheremo le nostre progettualità e le pratiche di disobbedienza ad azioni autocensurate o marginali perché ci controllate, schedate, denunciate. Da sempre la disobbedienza alle ingiustizie, alle disuguaglianze sociali va considerata non per le azioni in sé che produce (come occupare la casetta di 9 mq o non rilasciare l’immobile allo scadere della convenzione), ma per quello che quelle azioni hanno prodotto e produrranno nel futuro prossimo, come aspirazione a una migliore società, ad una Rimini accogliente e degna, in cui ci siano più diritti per tutti e tutte e non solo per qualcuno.

Ed è paradossale che invece di ritrovarci a discutere di come aprire altre strutture simili a Casa Gallo nei vari quartieri, si debba difendere l’unica esistente di questo tipo, mentre aumentano le persone in strada, le disuguaglianze economiche e sociali e conseguentemente la violenza fascista, razzista e xenofoba.

Per questo da oggi prende il via la Campagna #CasaGalloUnaSoluzione affinché prima del 7 novembre, giorno in cui si svolgerà il secondo incontro della mediazione attivata dal Comune tramite un’agenzia di conciliazione, si apra un tavolo politico con il Sindaco che possa portare ad una soluzione per Casa Gallo.

Questo tavolo e questa soluzione dobbiamo conquistarli tutti e tutte insieme, perché riguardano il futuro della città, per questo la Campagna sarà costruita attraverso una serie di appuntamenti pubblici e partecipati:
✔ Banchetti informativi in centro storico: seguiranno informazioni (chiediamo supporto per la realizzazione dei banchetti ai cittadini che vogliano aiutare gli/le abitanti)
✔ Partecipazione al Seminario: “Approdare a Rimini. Il ruolo dell’intervento educativo nella prevenzione del disagio sociale”. Lunedì 9 ottobre 2017 dalle ore 14.30 alle ore 18.30 presso l’aula Briolini 1-2 Università di Rimini sede di C.so D’Augusto 237.
✔ Cena sociale #SanGaudenzoXCasaGallo Ad alta voce Sabato 14 Ottobre ore 20 @Casa Madiba Network
✔ Assemblea pubblica per costruire insieme una grande giornata di mobilitazione per Casa Gallo – Mercoledì 18 ottobre ore 20.00 @Casa Madiba Network
✔ Laboratori “Le cose che servono: Costruiamo insieme il nuovo forno sociale #CasaGalloUnaSoluzione”. Laboratorio aperto per la realizzazione del nuovo forno sociale in terra cruda per il progetto di attivazione professionale Cucina & Pizzeria sociale IL VARCO Rimini. Il laboratorio si svolgerà Domenica 22 Ottobre dalle ore 10.30 presso Casa Gallo in via De Warthema 26;” “Cucina & Pizzeria sociale IL VARCO Rimini
✔ Manifestazione e corteo Sabato 28 Ottobre ore 15.00

IN PROGRAMMAZIONE
✔ Visita Guidata agli spazi del Network solidale di via Dario Campana e incontro con le storie degli e delle abitanti di Casa Gallo.

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La campagna vuole essere una processualità aperta. Se vuoi collaborare attivamente scrivici sulla pagina di Casa Gallo o sulla mail casagallo.rimini@gmail.com.
“Nella vita ci sono un’alba e un tramonto ogni giorno. E tu puoi scegliere di essere presente, puoi metterti sulla strada della bellezza.”
#UnaCasaPerTutti #CasaGalloUnaSoluzione


www.casamadiba.net

Foto conferenza stampa

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