Domenica 13 Maggio – Presentazione Rapporto MSF “Fuori Campo #2” & Performance “Et l’Europe alors”

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Domenica 13 Maggio  
presso Casa Madiba Network

ore 18.30
Presentazione del Rapporto di Medici Senza Frontiere “Fuori campo 2″ (https://bit.ly/2JMFnmo )
Evento FB: https://goo.gl/YJzaTs

a seguire

ore 20:30 
Performance – Concert/Open Form: Et L’Europe Alors
Manifesto ( https://bit.ly/2joX2oK )

*** Possibilità di cenare con il piatto unico della Cucina & Pizzeria sociale IL VARCO Rimini ***

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Bloccati alle frontiere, negli spazi aperti e negli edifici occupati delle città, nei ghetti delle aree rurali, senza accesso ai beni essenziali e alle cure mediche di base, spesso costretti a condizioni di vita durissime. Vivono così migliaia di richiedenti asilo e rifugiati, che pur essendo regolarmente presenti sul territorio italiano, si trovano al di fuori di un sistema di accoglienza ancora ampiamente inadeguato. Lo denuncia la seconda edizione del rapporto di Medici Senza Frontiere (MSF) “Fuori campo”, frutto di un lavoro di monitoraggio compiuto nel 2016-2017 in circa 50 insediamenti informali, per un totale di 10.000 persone, in prevalenza richiedenti asilo o titolari di protezione internazionale o umanitaria.

All’interno del rapporto Fuori Campo #2, che fa luce e chiarezza rispetto a temi importanti legati ai flussi migratori e al diritto di asilo sui quali in questi anni è prevalsa la narrazione fascioleghista intrisa di propaganda falsa, odio e violenza, sono presenti la scheda e le informazioni relative a Casa Andrea Gallo Rimini #perlautonomia, un’importante esperienza di coabitazione fra homeless di tutte le nazionalità che il 24 dicembre scorso ha compiuto due anni. Un’esperienza di mutualismo, coabitazione e progettazione urbanistica partecipata che esprime una radicale rottura con tutti i luoghi comuni sugli homeless e l’assistenzialismo gerarchizzante e spersonalizzante che accompagna i servizi per le persone in difficoltà, fra le quali troviamo una molteplicità di condizioni sociali.

“Dalla sua apertura, Casa don Gallo ha ospitato 71 persone, le nazionalità maggiormente presenti sono state quella italiana (17 persone) e somala (16 persone). Oggi 44 persone vivono nel centro, 39 uomini e 5 donne, italiani e stranieri. 24 provengono da CAS: alcuni sono titolari di una forma di protezione internazionale o umanitaria; altri si trovano nella fase di appello, di primo o secondo grado, avverso il diniego di protezione; ad altri ancora l’accoglienza all’interno dei CAS è stata revocata prima della conclusione dell’iter della richiesta di asilo. 3 persone sono fuoriuscite da centri ENA. 4 persone hanno una condizione di invalidità riconosciuta, 7 manifestano disturbi di tipo psichiatrico o di sofferenza psicologica più lieve”.

Attraverso l’attivazione degli e delle abitanti nella gestione della casa, che è oggi totalmente autogestita attraverso un’assemblea e i gruppi operativi, con il coinvolgimento degli stessi in corsi di formazione, in progetti di attivazione di competenze (cucina e pizzeria) e socialità e progettazione partecipata nel quartiere (Madi_Marecchia), nonché nei percorsi di vertenza e rivendicazione come le staffette antisfratto, i presidi solidali, I custodi del cibo – Mostra/Mercato dei produttori indipendenti, gli e le abitanti sono protagonisti del loro progetto di riscatto e non meri numeri di una statistica o corpi invisibili colpevoli della loro condizione.

Per questo Casa Gallo è un percorso per/verso l’autonomia, verso il pieno benessere psicofisico della persona nelle sua interezza e piena dignità.

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