Emergenza freddo: basta con la retorica delle frontiere respingenti!

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Emergenza freddo? Temperature sotto lo zero termico? “Distribuzione di bevande calde e generi di conforto e monitoraggio della situazione” parola dell’Assessore al welfare e vicesindaco Lisi!
Nell’assenza totale di politiche abitative di lungo periodo e non emergenziali che affrontino il tema del diritto all’abitare nelle sue varie declinazioni (sfratti, affitti proibitivi, persone senza casa, accoglienza degna, riutilizzo immobili sfitti, etc) ci troviamo riproposta la solita e disgustosa retorica delle frontiere respingenti, quella per cui è bene non attivare progetti ad hoc ed aumentare i posti a disposizione per chi vive in strada perché l’aumento dell’offerta corrisponderebbe ad un aumento della domanda.
Non possono essere queste le città del domani, escludenti, stigmatizzanti, marginalizzanti. Da Casa Andrea Gallo #perlautonomia, nata a partire dall’emergenza freddo predisposta lo scorso anno per la quale il Comune è ancora insolvente, continuiamo a pensare e produrre nuovi modelli di accoglienza e di welfare. #UnaCasaPerTutti #perlautonomia

 

Temperature in calo, senzatetto in balia del freddo a Rimini. I punti dove trovano riparo
pubblicato su altarimini.it

E’ in arrivo sul riminese un’ondata di gelo ed è emergenza per i clochard che dormono all’aperto. L’osservatorio Caritas sulla povertà, relativo al 2015, indica in 230 il numero dei senzatetto stanziali a Rimini, mentre sono 2500 quelli in transito. Per loro si apre un gennaio critico, visto che il freddo dovrebbe durare almeno fino a metà mese. Al momento il Comune non ha approntato nessun piano specifico per l’emergenza gelo, una scelta criticata dai volontari di Casa Don Gallo, la struttura che accoglie 43 persone bisognose: “In altri Comuni si attivano a partire da ottobre, a Rimini invece niente”. Casa Don Gallo nacque su iniziativa dell’Amministrazione Comunale proprio un anno fa, nella sede dell’ex stamperia comunale, per far fronte alla necessità di garantire riparo ai senzatetto, esclusivamente durante la stagione invernale. Gli attivisti delle associazioni “No borders” e “Rumori sinistri”, che ottennero la gestione del Comune, hanno sviluppato un progetto mirato non solo all’accoglienza temporanea in previsione del “generale Inverno”, ma al reinserimento in società dei senzatetto. Su Casa Don Gallo c’è minacciosa un’ordinanza di sgombero, ciò nonostante i volontari continuano la loro attività, ponendo l’attenzione sull’emergenza abitativa che affligge il territorio e per la quale i progetti dell’Amministrazione Comunale sono ritenuti insufficienti. Ai 43 senzatetto ospitati a Casa Don Gallo – ma sono ben 85 le persone in lista di attesa – si aggiungono i 22 posti della locale Caritas (14 per uomini e 8 per donne) e i 40 messi a disposizione dalla Capanna di Betlemme dell’associazione Papa Giovanni XXIII. Per il 2017 da parte del Comune non c’è stato un aumento dei posti a disposizione. Il Vicesindaco di Rimini Gloria Lisi rassicura sulla possibilità di farlo in caso di emergenze particolari, a fronte di ondate di maltempo severe come quella ormai celebre del febbraio 2012, quando fu allestito un dormitorio in una palestra per ospitare 70 senzatetto. Il Vicesindaco sottolinea che un piano per l’emergenza gelo è stato comunque attivato, come negli ultimi anni, e messo in atto dalla protezione civile, dalle unità di strada della Croce Rossa, dalla Capanna di Betlemme dell’Associazione Papa Giovanni XXIII e della Caritas. Il piano prevede la distribuzione di bevande calde e generi di conforto, nonché il monitoraggio della situazione. Il numero dei senzatetto a Rimini è infatti in crescita, per il dilagare della povertà tra quelle che erano le classi medie della popolazione, ma anche per gli spostamenti dei clochard dalle città più grandi come Milano e Bologna. Per questo, spiega il Vicesindaco Lisi, l’aumento dei posti a disposizione non è automaticamente la risposta giusta, perché la domanda di essi aumenta proporzionalmente all’offerta, fatto appurato dagli stessi operatori impegnati in prima linea.  Così, per chi non riesce a trovare posto o per chi rifiuta il ricovero, la soluzione all’emergenza gelo è trovare riparo, nelle nottate più critiche, in luoghi di fortuna, come i vagoni dei treni fermi, oppure colonie e alberghi sfitti del territorio. Con il rischio di diventare protagonisti di storie tragiche come quella di Antonio, un 52enne pugliese il cui corpo senza vita fu scoperto in un ex hotel di Miramare, o di Mame Thierno, trovato morto poco più di un anno fa alla stazione ferroviaria di Rimini.

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