Forlì – 23 Giugno 2018 una grande giornata di attivazione e partecipazione per i diritti di tutti e tutte contro ogni confine

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Comunicato stampa dopo l’iniziativa di Sabato 23 Giugno a Forlì.

Sabato mattina a Forlì la Romagna solidale è scesa in piazza. Un corteo colorato e partecipato, costruito attraverso assemblee itineranti e laboratori artistici, pieno di persone, di musica, di creatività, di cartelli, di striscioni e di tanti interventi nei vari luoghi scelti per far sentire la voce di tutti e la richiesta di rispetto dei diritti: Commissione territoriale asilo/Prefettura, Comune, Questura e poi ancora Prefettura. Il luogo dove tutte le settimane si riunisce la Commissione dell’Ingiustizia, una delle 20 commissioni che in Italia deve rendere operativa la norma più ingiusta che oggi venga applicata in Europa: la distinzione tra richiedenti asilo e emigranti economici.

Molti interventi hanno sottolineato come basterebbe rendersi conto di quali e quanti rischi sono stati affrontati per arrivare fino all’Italia, che viaggio lungo e pieno di dolore sia stato, che scia di morte sia stata lasciata nei deserti africani e poi in mare per capire da quale disperazione sono voluti tutti fuggire. Decine gli interventi dei migranti organizzati nelle reti antirazziste che hanno promosso la manifestazione, segno anche di un nuovo protagonismo meticcio che sta prendendo spazi anche nelle nostre città.

Sotto le finestre del Comune sono state raccontate le traversie di chi, pur in possesso di documenti in regola e di contratti di lavoro, cerca invano una casa. Nessuno può azzardarsi di dire “prima gli italiani”, perché nella Provincia di Forlì/Cesena sono più di 36 mila le case sfitte, 37 mila nella Provincia di Rimini, a Ravenna 27mila. Come ha ricordato un operaio saldatore con 2 anni di contratto “noi siamo solo braccia per lavorare. Dove dobbiamo dormire? Non chiediamo una casa gratis, noi possiamo pagare l’affitto. Purtroppo siamo vittime di tutte le bugie che vengono raccontate su di noi. La nostra vita è una pacchia? E’ una vergogna solo pensarlo. E’ razzismo? E’ ignoranza? Per me è uguale: io resto senza una casa.”

Sotto la Questura numerosi interventi hanno affrontato il tema dei documenti e delle prassi illegittime operate da tutti gli Uffici Immigrazione della nostra Regione. “Dobbiamo venire alle 3 del mattino a prendere un numero per andare allo sportello. L’ufficio apre alle 9. Dopo 15 numeri gli sportelli chiudono. E torniamo il giorno dopo. E’ una guerra. Ma il permesso di soggiorno è per noi esseri umani, non per i cani!”. Un altro ha ricordato che molti migranti hanno rapporti di lavoro a tempo determinato o fanno dei tirocini e allora vengono rilasciati permessi di soggiorno molto brevi e ogni volta bisogna pagare tanti soldi, altri ancora hanno evidenziato l’illegittima richiesta della residenza/domicilio o di un contratto di affitto per poter presentare la richiesta d’asilo o rinnovare il permesso come richiedenti/ricorrenti.

Infine il corteo è tornato davanti alla Prefettura. Una serie di testimonianze hanno concluso la manifestazione insieme a delle azioni performative che hanno smascherato il gioco dell’Europa fortezza: produrre disuguaglianze, razzismo e discriminazioni contro le persone (soggettività) più ricattabili e vulnerabili.

Il tema del lavoro è stato al centro degli ultimi interventi in particolar modo rispetto al tema della legge Bossi/Fini e legame schiavistico fra permesso di soggiorno e contratto di lavoro che ha provocato uno scivolamento verso il basso dei diritti e della dignità per tutti i lavoratori e le lavoratrici ma anche quelle che sono state definite le nuove frontiere dello sfruttamento ovvero i tirocini attivati con il programma Garanzia Giovani che vedono interessati centinaia e centinaia di richiedenti asilo o ricorrenti o titolari di una qualche forma di protezione costretti in percorsi che di formativo non hanno nulla . “io faccio un tirocinio. Sono pagato 450 euro al mese. Però lavoro di fianco a un operaio che guadagna 1.000 euro. Facciamo 40 ore alla settimana tutti e due. A volte il padrone mi chiede di fare anche il sabato mattina. E questo non è per 2 mesi è per un anno! Vi sembra giusto? E alla fine del tirocinio, mi lascia a casa e prende un altro”. Spesso le 40 ore soprattutto nel settore turistico e in quello agricolo diventano 80, il giorno libero è virtuale. Veramente una grande pacchia!

Come evidenziato negli interventi dei promotori della manifestazione (Forlì città aperta, Casa Madiba Network, Romagna Migrante Cesena, Refugees Welcome Ravenna) ma anche da altre realtà intervenute (Mani tese Faenza, Adl Cobas e Fiom Cgil) la giornata di ieri è stata solo un inizio di un percorso che insieme alla grande manifestazione del 20 Giugno a Bologna, mostrano come nella nostra Regione nessuno sconto sarà fatto a chi promuove odio e disumanità.

Questo governo nuovo, che sta promettendo di peggiorare la vita di tutti e tutte sulle politiche sociali e dell’immigrazione è perfettamente allineato con chi ha portato all’approvazione del Decreto Minniti/Orlando, dovrà fare i conti con la nostra determinazione, quella di difendere i diritti di tutti e tutte, perché se c’è qualcuno che vedrà schiacciato il suo diritto al lavoro, alla casa, alla libertà e alla vita, tutti e tutte saremo in pericolo. La divisione che il Governo Salvini/Di Maio vuole imporre tra italiani e migranti è solo un imbroglio. L’unica vera divisione è tra i ricchi e i poveri.

La manifestazione è stata un grande successo -possiamo dirlo- coronata alla fine dall’impegno della Questura ad aprire un tavolo di discussione e trattativa sulle prassi dell’Ufficio Immigrazione locale.

A breve aggiorneremo sul percorso e sulle prossime iniziative. Il 1 Luglio saremo a Bologna al Tpo per l’assemblea nazionale della rete “Diritti senza confini”.

Forlì città aperta, Casa Madiba Network, Romagna Migrante Cesena, Refugees Welcome Ravenna


Videoracconto della giornata

 

Collettivo PERF – Azione artistica

 

Video: la grande partecipazione al corteo

 

Galleria fotografica (ph Melissa Cecchini)

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