12/11: Giornata nazionale per la liberazione di Ocalan. La libertà è tutto!

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“E’ giunto il tempo in cui le armi dovrebbero stare in silenzio, e le idee parlare.”

A. Ocalan

Sabato 12 novembre ricorreva la giornata nazionale per la libertà di Ocalan, leader del popolo curdo, in carcere dal 1999. Dopo l’ultimo attacco alla democrazia avvenuto la scorsa settimana con l’arresto di 11 deputati dell’HDP, insieme ai co-presidenti Selahattin Demirtas e Figen Yüksekdag, questa data acquista ancora più significato.

Inutile ricordare che la Turchia si trova a sole 2 ore di aereo da qui, e che Erdogan intrattiene rapporti diplomatici con tutto l’occidente, nonostante l’escalation di violenza da lui voluta e portata avanti dalle forze armate turche a partire da Luglio 2015.

Casa Madiba Network, insieme alle tante realtà che in tutta Italia stanno dando voce al popolo curdo, ha risposto all’appello di mobilitazione nazionale, con uno striscione sul palco dello Spazio sociale durante il “Welcome Party” in solidarietà a Ocalan, ai parlamentari dell’HDP, alle oltre 80’000 persone arrestate e a tutti coloro che difendono e hanno difeso la libertà ad ogni costo.

Mentre si svolgeva la serata eravamo in costante contatto con i compagni e le compagne che di ritorno dal corteo promosso dai braccianti delle campagne in lotta a Roma mentre stavamo prendendo la metro sono stat* colpit* dagli abusi di potere.

#FreeOcalan #FreeHDP #Freedom 

 

FreeOcalan FreeHDP

Appello per una giornata nazionale di mobilitazione a sostegno del popolo curdo e per la libertà di Abdullah Öcalan

La repressione del governo e del presidente turco ha raggiunto un nuovo picco: Selahattin Demirtas e Figen Yüksekdag e altri 11 deputati del Partito Democratico dei Popoli (HDP) sono stati arrestati in tutta la Turchia. Da quando l’HDP ha ottenuto una storica vittoria alle elezioni del 7 giugno 2015, è diventato il principale obbiettivo delle politiche autoritarie dell’AKP. Nonostante la proclamazione di nuove elezioni nel novembre 2015 e numerosi attacchi contro dirigenti e strutture del partito, l’HDP è riuscito ad entrare di nuovo in parlamento superando l’antidemocratica soglia del 10%, ottenendo 59 seggi che hanno rappresentato il principale ostacolo all’introduzione di un sistema presidenziale in Turchia.

Il 30 ottobre, Gülten Kisanak e Firat Anli, co-sindaci della Municipalità di Diyarbakir, eletti democraticamente, sono stati arrestati e messi in  carcere. Al loro posto è stato messo un funzionario Ankara. Il numero di municipalità curde gestite da burocrati designati dal governo centrale ora è arrivato a 28. Circa 30 sindaci eletti democraticamente si trovano in carcere e altri 70 sono stati destituiti dal governo centrale.

Dal tentativo di colpo di stato del 15 luglio 2015, l’AKP ha colto  l’occasione per eliminare qualsiasi opposizione. Con la dichiarazione dello stato di emergenza, migliaia di dirigenti, consiglieri comunali e provinciali, sono stati incarcerati con accuse prive di fondamento. Non c’è  libertà di espressione e di stampa, libertà accademica, né un sistema giudiziario giusto e indipendente. Sono stati epurati migliaia di accademici, docenti, avvocati e giuristi. Con i decreti del governo oltre 170 organi di informazione sono stati vietati. Più di 130 giornalisti sono in carcere, compresi autori e intellettuali di fama internazionale. Recentemente due agenzie stampa DIHA e JINHA (unica al mondo fatta di sole donne) e diversi quotidiani curdi sono stati chiusi; i redattori i e giornalisti del quotidiano Cumhuriyet sono stati arrestati. Da luglio 2015 più di 80.000 persone sono state poste in detenzione e in gran parte si  trovano ancora in carcere.

Esprimiamo preoccupazione per il perdurare della segregazione del leader del popolo curdo Abdullah Öcalan, vero artefice del processo di risoluzione democratica al quale ha messo fine unilateralmente il regime turco, che  invece sta scatenando una guerra senza confine contro il popolo e la  resistenza curda. Il 12 novembre è l’anniversario dell’arrivo a Roma del Presidente Abdullah Öcalan. Le sue proposte politiche per una soluzione politica della questione curda e per la democratizzazione della Turchia oggi si confermano più che mai valide. Anche per questo chiediamo la liberazione di Abdullah Öcalan e di tutti prigionieri politici.

Condanniamo l’arresto dei co-presidenti, deputati e dirigenti dell’HDP e ne chiediamo l’immediato rilascio. Condanniamo la detenzione e la rimozione dall’incarico dei sindaci nelle municipalità della regione curda in Turchia,  espressione della volontà democratica di milioni di cittadine e cittadini.Condanniamo la politica del governo turco, che con l’obbiettivo di cancellare le conquiste democratiche del movimento curdo – che rappresentano un possibile modello di convivenza per tutto il Medio Oriente – unitamente a vecchie rivendicazioni territoriali, rischia di trascinare la regione nel baratro.

Condanniamo l’atteggiamento dell’Unione Europea e delle Istituzioni Internazionali che per lungo tempo hanno assistito alla degenerazione autoritaria in Turchia senza assumere alcuna iniziativa politica concreta per indifferenza o opportunismo, come dimostrato nell’accordo Turchia UE sui profughi, che calpesta i diritti umani e alimenta un circuito di sfruttamento della disperazione. Condanniamo l’ipocrisia dell’UE e del  governo italiano che finge di non vedere civili uccisi sul confine turco o  attaccati nell’Egeo e ignora lo sfruttamento, in particolare dei bambini,gli innumerevoli casi di violenze e abusi sessuali su donne e minori.

Chiediamo l’immediata cessazione dei rapporti diplomatici e commerciali con  la Turchia e la sospensione delle trattative per l’ingresso nella UE. Invitiamo a promuovere iniziative di mobilitazione con il popolo curdo e i  deputati di HDP nella giornata di sabato 12 novembre 2016. Salutiamo e sosteniamo la mobilitazione nazionale dei e delle migranti che a Roma nellostesso giorno manifesteranno per i loro diritti. La loro lotta è la nostra lotta.

Ufficio d’Informazione del Kurdistan in Italia – Rete Kurdistan Italia

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