Relazione dell’ass. Rumori Sinistri onlus per il Rapporto sulle povertà Caritas 2017

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Sabato 7 aprile alle ore 9.00 presso la Casa Comune di via Isotta 27 verrà presentato il Rapporto sulle povertà 2017 al quale, come le precedenti edizioni, abbiamo contribuito con una nostra relazione che pubblichiamo di seguito.

Relazione Rumori Sinistri Onlus per il Rapporto Povertà 2017

La prima solidarietà che conosciamo è quella assistenziale, che ha certamente i suoi aspetti positivi. Arriva alle prime necessità: se uno è assetato, gli dai da bere; se un altro è affamato, gli dai da mangiare. Tuttavia, c’è un’altra solidarietà necessaria, a cui dovremo pervenire, e la definirei una solidarietà liberatrice. La differenza è netta: mentre la solidarietà assistenziale, la cosiddetta carità, che in gran parte dei casi si avvicina molto di più all’elemosina, finisce per mantenere lo status quo e, di fatto, non elimina le distanze tra cittadini di serie A e di serie B, al contrario la solidarietà liberatrice produce diritti, allarga le opportunità di partecipazione alla vita democratica, permette il passaggio da un livello sociale miserrimo a uno più dignitoso. È una solidarietà profetica, che guarda avanti, che fa proposte e che cerca in qualche maniera di inficiare i poteri repressivi, i poteri che sono causa di ingiustizia”.

da Don Andrea Gallo, Come un cane in chiesa: il Vangelo respira solo nelle strade

L’associazione di volontariato Rumori Sinistri nasce nel 2005 a Rimini, all’interno dell’importante esperienza di autogestione dello spazio sociale Laboratorio Paz, e opera localmente nel settore culturale e della promozione dei diritti di cittadinanza contro ogni forma di discriminazione, con progetti attivi rivolti alla cittadinanza migrante, ai lavoratori e alla lavoratrici gravemente sfruttati nell’industria turistico/stagionale nonché alle culture e arti in genere.
Ha attivato e sviluppa progetti di ricerca e di inchiesta e percorsi/interventi di comunità, attraverso azioni di sensibilizzazione, denuncia, mediazione sociale e campagne informative. A partire dal 2013 è iniziato un percorso partecipato intorno al nodo del diritto all’abitare, in risposta alla crescita costante di homeless nel territorio e all’emergenza sfratti. Nasce così lo “Sportello per il diritto all’abitare” in collaborazione con l’O.S. ADL Cobas Emilia Romagna.

Da otto anni l’associazione gestisce lo Sportello Migranti, un servizio di consulenza e informazione per i cittadini migranti, finalizzato a diffondere anche tra i cittadini stranieri un’interpretazione consapevole delle implicazioni politiche ed economiche che stanno alla base delle legislazioni sull’immigrazione. Lo Sportello Migranti grazie alla collaborazione con ADL Cobas si è implementato, è nato così 3 anni fa lo “Sportello Diritti per tutti” orientamento/consulenza/informazione su  lavoro/precarietà, salute, discriminazioni, immigrazione.

L’associazione è molto attiva anche nel campo culturale con la promozione di cineforum, rassegne e presentazioni di libri, mostre fotografiche e dello sport.
Nel marzo 2012 aderisce alla Campagna “Gioco anch’io” e insieme al comitato antirazzista cittadino “Riminesi Globali contro il razzismo” intraprende un nuovo percorso dedicato allo sport e in particolar modo al calcio sociale attraverso la costituzione di una squadra di calcetto antirazzista composta da attivisti, volontari e giovani migranti e rifugiati accolti nei progetti territoriali. Nasce così dapprima la squadra di calcio Autside Social Football e poi la Polisportiva AutSide. Dal 2014 invece si occupa anche di coordinare e promuovere le attività della Scuola Popolare Madiba in particolare con i corsi di lingua italiana per stranieri.

Nell’ottobre del 2015 l’associazione ha vinto l’istruttoria pubblica per l’assegnazione dello spazio Sociale CASA MADIBA NETWORK. Il 23 dicembre del 2015, a seguito di alcune importanti iniziative intorno al nodo del diritto all’abitare (blocco degli sfratti, riutilizzo e occupazione di strutture pubbliche e private in stato di abbandono come l’esperienza del Villino Ricci Rigenerato),  l’associazione ha vinto una seconda istruttoria pubblica per la gestione del progetto Emergenza freddo. È nata così la “CASA D’ACCOGLIENZA DON ANDREA GALLO #perlautonomia”, un’esperienza di ricerca e innovazione intorno al nodo delle nuove povertà e degli homeless che mira al superamento delle politiche emergenziali e dei dormitori attivando il contesto sociale e la cittadinanza solidale affinché si possa sperimentare il superamento della temporaneità ed emergenzialità che oggi permeano i servizi che si occupano di nuove povertà e disagio/emergenza abitativa e per l’istituzione di un nuovo welfare incentrato sull’autonomia della persona e sui suoi bisogni specifici. Un’esperienza di accoglienza degna che continua dopo la mediazione di dicembre 2017 con il Comune di Rimini che ha riconosciuto l’anno e mezzo di attività senza convenzione con una proroga fino al 30 aprile 2018 e continua a sfidare le istituzioni locali affinché sia trovata una soluzione e una sede stabile per proseguire le attività anche dopo questa ulteriore scadenza.

La sede operativa dell’associazione è in via Dario Campana n. 59/F presso lo spazio sociale Casa Madiba Network, dove si svolgono anche gli Sportelli, che ora sono tutti su appuntamento chiamando il numero 349 9745299.

Aumento della povertà e risentimento diffuso

Attraverso le tante attività che promuoviamo entriamo in contatto con una pluralità di soggetti colpiti dall’impoverimento diffuso, dalla perdita del lavoro o da un lavoro povero che non gli consente di pagare un affitto, dalla mancanza di welfare e politiche sociosanitarie adeguate. I più vulnerabili, quelli che meriterebbero maggiori sostegni e opportunità (si chiama eguaglianza questa sconosciuta) sono sempre più esclusi e marginalizzati nell’accesso ai servizi, agli ammortizzatori, alle politiche abitative perché non esistono per chi fa le leggi, per chi decide.

In questo senso la povertà è cambiata, dal 2008 ad oggi non ci sono state risposte vere e reali ai nuovi bisogni generati dal ciclo di crisi, le condizioni dei poveri e dei poverissimi disciplinati sempre più attraverso cavilli amministrativi, categorizzazioni, Isee ecc, sempre per limitare e differenziare l’accesso ad un qualche diritto, sono peggiorate per esempio, così come sono peggiorate le condizioni dei ceti medi sempre più immersi in un vuoto di politiche sociali in particolar modo sulla  casa, la scuola e la sanità che legittima razzismi o comportamenti individualisti e indifferenti. Tutto questo in un contesto sociale in cui l’automazione e la robotica,  l’iperflessibilità e la precarietà, il mercato e la finanza,  rendono il lavoro così povero e privo di tutele da impedire qualsiasi percorso o progetto verso l’autonomia, lasciando spesso le persone più escluse, ricattabili o in difficoltà ai margini. Succede per le persone che manifestano una psicopatologia, per i richiedenti asilo e rifugiati, per gli uomini separati, gli ex detenuti e per le donne in condizione di fragilità.

Le persone incontrate nel 2017 nei vari servizi promossi dall’associazione

  • Casa Don Gallo #perlautonomia

Per quanto riguarda il progetto di Casa Don Gallo abbiamo chiuso il 2017 con 45 persone presenti, delle quali solo 16 sono stabilmente presenti all’interno della Casa dall’inizio del progetto, ovvero dal 24 dicembre 2015, dato che indica come Casa Gallo in questi due anni abbia dato la possibilità di sviluppare anche progetti individualizzati, con una forte mobilità delle persone accolte.

Delle 45 persone attualmente presenti 39 sono uomini e 6 sono donne.  Si precisa che ci sono altre due donne che pur non dormendo a Casa Gallo, giornalmente nelle ore diurne trascorrono la stragrande maggioranza del tempo all’interno della struttura, utilizzandone i servizi, docce, bagni, cucina, ricarica cellulare.

Sono state invece 71 le persone che sono state accolte ed hanno lasciato la struttura.  Il numero di italiani che sono transitati per periodi più o meno lunghi (da un mese ad un anno) è pari a 16, questo significa che Casa Gallo è stata in grado di rispondere ai bisogni effettivi di quelle persone che attraverso un progetto di accoglienza stabile senza una scadenza a termine, come accade per altri progetti rivolti alle persone senza casa, sono riusciti a rimettersi in piedi in qualche modo, trovando un lavoro o una nuova sistemazione. La stabilità dell’accoglienza è stato un elemento intorno al quale si è costruito il progetto di riscatto. L’altra nazionalità che spicca per numero di accoglienze è quella somala (16), questo perché Casa Gallo ha risposto anche ad un’esigenza molto differente da quella precedentemente segnalata, trattandosi in questo caso di persone senza casa in transito nel nostro territorio e presenti qui solo per rinnovare il permesso di soggiorno.

Particolare attenzione è stata data alla persone con psicopatologie, alcune seguite dal Csm o da psichiatri che prestano attività volontaria attraverso il nostro Sportello Salute, così come alle forme di dipendenza patologiche, attraverso colloqui individuali e azioni di accompagnamento spingiamo le persone a prendersi cura attivamente di loro stessi e di queste problematiche in maniera autonoma, attivandoci tramite i servizi specifici, come per es. il Centro Alcologico, e monitorando i percorsi, cercando sempre di rimuovere quegli ostacoli formali e burocratici nel pieno accesso del diritto alla salute.  Tutto questo si è realizzato senza alcun contributo economico pubblico solo grazie alle attività di autofinanziamento, di attivismo e solidarietà militante. Oltre alle problematiche di salute tantissime le situazioni di rifugiati con la protezione umanitaria o sussidiaria scaduta perché sprovvisti di un alloggio, così come di richiedenti asilo in attesa dell’appello con la ricevuta scaduta perché gli è stata revocata l’accoglienza e sono privi di domicilio.

  • Guardaroba Solidale Madiba

Per quanto riguarda invece il Guardaroba Solidale Madiba , un progetto autogestito di mutualismo nella crisi nato nel 2015 all’interno del VILLINO RICCI uno spazio abitativo di rigenerazione urbana, nato con l’obiettivo di far incontrare la domanda di solidarietà con l’offerta di sostegno contro forme di esclusione, invisibilità e intolleranza si è fortemente implementata negli spazi di Casa Madiba Network e soprattutto nel 2017 alle due aperture settimanali (lunedì e giovedì pomeriggio dalle ore 17.00) si è aggiunta un’apertura settimanale (il venerdì mattina dalle ore 10.00 alle 12.00).

Oltre a distribuire materiali di prima necessità in primis vestiario coperte e intimo anche per bambini, abbiamo attivato un servizio docce e uno sportello di ascolto.

Il progetto è gestito interamente da 6 volontarie e due abitanti di Casa Don Gallo che ci aiutano con la lingua spesso una barriera per la comunicazione che ci impedisce di poter comunicare e di poter compilare la nostra scheda di ingresso fondamentale per le valutazioni e la elaborazione dei dati che ci servono per avere un quadro più complessivo del lavoro che stiamo portando avanti.

Nel 2017 sono transitate una media di 10 persone al giorno nelle aperture pomeridiane e di 5 persone nell’apertura del venerdì mattina. In totale circa 100 ingressi al mese.

Durante le aperture pomeridiane le persone che attraversano lo spazio sono prevalentemente maschi tra i 19 e i 30 anni migranti ancora nei circuiti dell’accoglienza o in strada perché o gli è stata revocata l’accoglienza o è finito il progetto.

Una percentuale più bassa coinvolge gli italiani 4 persone di cui 1 donna con problemi di tossicodipendenza. Uno degli obiettivi che ci poniamo è quello di rivolgerci a più persone possibili  non sottovalutando che la crisi economica colpisce soprattutto anziani soli e famiglie.

Per queste ragioni vogliamo lavorare nel quartiere e aprire collaborazioni con le realtà presenti come il Centro Anziani facendo volantini specifici da usare nel quartiere.

Vista la grande generosità che quasi tutti i giorni coinvolge i cittadini riminesi che hanno scelto di supportare il nostro progetto, cogliendo il valore delle pratiche mutualistiche e la necessità di portare avanti il progetto contribuendone fattivamente portandoci vestiario e non solo abbiamo deciso di aprire un giorno in più, il venerdì mattina.

Un giorno in cui ad avvicinarsi sono prevalentemente le donne e le mamme che avendo i bambini a scuola possono cercare ciò che a loro serve con più calma.

Sempre il venerdì mattina sono almeno 2 le persone che usufruiscono del servizio docce cosi da non avere la preoccupazione della fila o di finire l’acqua calda; un problema che si presenta spesso quando c’è la necessità da parte di molte persone di usufruire del servizio docce.

Il progetto si scontra anche con la difficoltà di avere uno spazio adeguatamente grande, che sia sufficiente a raccogliere tutte le donazioni che quotidianamente arrivano, un obiettivo concreto e necessario sarebbe quello di avere a disposizione altri spazi in città cosi da poter replicare il progetto anche in altri quartieri ribaltando il concetto caritatevole mettendo la persona al centro e attivando la cittadinanza.

  • Scuola Popolare Madiba

Scuola Madiba è una scuola di italiano per ragazzi e ragazze migranti e vuole essere un luogo di incontro tra culture diverse per favorire uno scambio culturale orizzontale e non verticistico.

Scuola Madiba vuole, quindi, sdoganarsi dal rapporto alunno-insegnante per favorire un’istruzione orizzontale nella quale tutti i soggetti coinvolti possano essere, allo stesso tempo e con la stessa importanza, alunni ed insegnanti.

Cerchiamo durante le lezioni di rispondere all’esigenza di creare uno spazio che favorisca il più possibile l’incontro e lo scambio, grazie alla condivisione e all’autogestione collettiva delle attività svolte.

La scuola popolare Madiba ad oggi conta più di 50 iscritti e 9 volontari che si suddividono, durante le giornate della scuola, in gruppi in base alle diverse lingue parlate e ai diversi livelli conoscenza della lingua Italiana. Nell’anno 2017 abbiamo incontrato più di 70 ragazzi che sono transitati per periodi più o meno lunghi, 50 dei quali sono ancora dentro la Scuola. 15 ragazzi sono stati aiutati dalla scuola nel percorso di regolarizzazione e i richiedenti asilo sono stati aiutati a preparare i colloqui in commissione. 30 ragazzi sono stati aiutati dalla Scuola con il difficile rapporto con la struttura di accoglienza che non garantiva i diritti fondamentali delle persone (igiene personale, cibo, riscaldamenti…ecc).

Oltre ai corsi per adulti la Scuola Popolare Madiba offre anche un servizio di accompagnamento compiti a domicilio ad un bambino che frequenta le elementari ed è seguito settimanalmente da una volontaria della Scuola. Vorremmo sviluppare nuovi progetti ma siamo limitati dagli spazi.

  • Sportello Salute

Anche per l’anno 2017 sono proseguite le attività dello Sportello Salute,  un po’ più ridimensionate rispetto allo scorso anno a causa delle difficoltà di garantire l’apertura settimanale fissa, visti gli impegni dell’unico medico volontario che a causa di questo problema in alcuni casi ha ricevuto le persone su appuntamento. Sono stati un centinaio gli accessi, 2/3 uomini, chiaramente nei 100 accessi alcune persone sono state viste più volte in base alla patologia di cui soffrono. Fra le donne che hanno avuto accesso al servizio segnaliamo un caso di MGF.

Mediamente sono state effettuate 3/4 visite a settimana considerando anche un affluenza di persone proveniente dallo Sportello Ascolto di Casa Don Gallo e dal Guardaroba Solidale, qualche persona anche dalla Mensa dei Frati. Le persone che attraversano il servizio non sono solo, infatti, gli abitanti di Casa Gallo, nel tempo si è creata una sinergia con altre realtà del territorio per garantire al meglio il servizio a tutte le persone che ne hanno necessità.

Particolare importanza anche nel 2017 hanno avuto i percorsi di supporto psicologico attivati con la collaborazione di uno psichiatra/etnopsichiatra volontario che viene attivato al bisogno dall’équipe.

Le patologie predominanti come già nello scorso anno di attività, sono a carico del sistema respiratorio alte e basse vie con componente asmatica. Altra patologia di rilievo è l’ipertensione arteriosa spesso resistente a monoterapia instaurata, sicuramente poi c’è un netto aumento delle patologie virali nel periodo invernale anche se il picco dell’influenza è stato meno importante del temuto.

Diversi i disturbi di carattere gastrointestinale o persone con il diabete, condizioni determinate spesso dalla cattiva alimentazione. Chiaramente tale situazione non può non vedere la sua lettura epidemiologica in stretta correlazione con le difficoltà abitative ed economiche di queste persone. Per queste ragioni per esempio a Casa Gallo si è sviluppato il progetto della Cucina Sociale con l’obiettivo di aiutare gli/le abitanti di Casa Gallo a forme di sussistenza alimentare, che grazie ad una cucina che ci è stata donata, l’attivazione della collaborazione con il Banco Alimentare, il progetto dell’Orto Madiba, permettono di restituire un pò di dignità agli abitanti e alle abitanti, che così possono permettersi di cucinarsi un pasto caldo in autonomia, trasformando l’occasione in un momento di relazione e di socialità.

Una patologia onnipresente sono i piccoli traumi e dolori articolari, emicranie e altro dato di rilevanza sono la presenza di patologie dermatologiche di lieve entità. In alcuni casi sono state riscontrate Infezioni Sessualmente Trasmissibili (IST). L’impossibilità di avere accesso ai servizi igienici, alla lavanderia, all’acqua potabile, ad una doccia sono tutti elementi che denotano come le patologie siano strettamente legate alle condizioni di vita.

A queste situazioni che rilevano rispetto alla popolazione residente una casualità patologica in relazione allo stato di grave indigenza, si sommano situazioni di malessere psichiatrico e di dipendenza patologica, ludopatia e alcolismo che colpiscono sia uomini che donne.  Relativamente a questi casi, alcuni molto gravi, segnaliamo la totale impossibilità di avviare percorsi di presa in carico dei servizi che non si limitino ad esempio a qualche colloquio presso il Centro Alcoologico ma a veri e propri percorsi terapeutici in struttura.

Per una nuova pratica mutualistica e solidale 

Il nostro intervento, pertanto, anche per il 2017 si è basato su un sistema integrato di azioni multilivello capace di dare risposte immediate ai bisogni incontrati a partire dalla necessità di trasformare questi bisogni in uno spazio di nuovi diritti da conquistare. Alle attività di Casa Don Gallo, della Scuola Popolare, dello Sportello salute, del Guardaroba e di tutto il Network di Casa Madiba si affianca sempre un’azione pubblica di emersione e denuncia delle condizioni che incontriamo e delle inefficienze dei servizi preposti e delle politiche attuate.

Anche nel 2017 abbiamo continuato a implementare questi percorsi per l’inclusione sociale, l’autonomia e il riscatto degli/delle homeless che abbiamo incontrato attraverso progetti fra loro complementari e collegati; l’attivazione di relazioni tra gli altri spazi della città e le altre associazioni del quartiere dove operiamo e dell’intero territorio riminese; l’offerta di attività sociali, culturali, ricreative e sportive a cui dedicarsi per una propria crescita personale e un miglioramento complessivo della condizione di vita verso la piena dignità personale. Fondamentale come sempre è stato l’apporto della cittadinanza solidale e dei volontari dell’associazione.

 

 

 

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