Marginalità sociale/Povertà e crisi sanitaria. Casa Madiba si organizza! Sostienici!

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Proseguono le attività sociali rivolte alle persone senza casa e in precarietà economica e abitativa. Prosegue la Raccolta alimentare e la Staffetta Solidale.

Questa mattina con Martina, attivista del Guardaroba Solidale Madiba, abbiamo fatto il punto sulle attività in essere e sui bisogni emergenti in un contesto in cui risulta evidente che l’estrema difficoltà in cui ci si è trovati, è in parte legata al dover far fronte ad una crisi all’interno di un contesto, quello del Welfare e delle politiche sociali e di contrasto alla povertà, in cui la crisi è l’ordinario.

Per questo nella riorganizzazione delle aperture del Guardaroba Solidale e dei vari progetti/servizi è stato indispensabile, per trovare delle risposte efficaci, mettere in discussione quegli aspetti della realtà che si pongono ai nostri occhi come evidenze naturali e rassicuranti, ma che mascherano la complessità del mondo e ci impediscono di comprenderlo.

Per poterlo spiegare al meglio riprendiamo alcuni passaggi del contributo di ricerca che abbiamo pubblicato in questi giorni, grazie al lavoro di inchiesta fra Matteo Fano e Carlotta Magnani ricercatori (CNE, Marseille) e l’equipe di Casa Don Andrea Gallo Rimini #perlautonomia 2.0/ Associazione Rumori Sinistri onlus.
La prima delle “false certezze” da minare è che i senzatetto siano una categoria omogenea, i cui membri hanno gli stessi bisogni e che può quindi essere oggetto di interventi uniformi. Le persone senza dimora non sono più simili tra loro di quanto lo siano quelle che una casa ce l’hanno! Al contrario, sono gli interventi che regolano l’esperienza di vita per strada che, presupponendo una certa uniformità di bisogni, concorrono ad appiattire le differenze.
Allora, prima di progettare qualunque gestione del “problema” dobbiamo rendere alle persone senza casa la loro individualità. Questi, come dice Robert Castel, in comune non hanno che una cosa: il non sapere di cosa sarà fatto il domani, l’assenza di quello zoccolo minimo di risorse che consente a un individuo di essere autonomo e sentirsi in sicurezza.
Non possiamo stabilire, noi e a priori, quali siano i bisogni che meritano di essere soddisfatti o gli obiettivi per raggiungere i quali le persone meritino aiuto: il punto è fare in modo che ogni individuo possa partecipare a questa definizione integrandola in un progetto di sé sul lungo periodo.
Il primo passo in questa direzione è riflettere insieme a nuove forme di partecipazione in cui ognuno possa esprimersi e contribuire alla co-gestione dei servizi in base alle proprie possibilità.

Questo è quello che proviamo a fare, ogni volta che apriamo questo spazio, ogni volta che sta per scoppiare una rissa fra senza tetto in attesa, ogni volta che ci si trova davanti la prepotenza e la rabbia di chi quelle stesse cose le ha sempre subite.
Per questo la collaborazione delle persone che ogni lunedì e venerdì vengono al Guardaorba è fondamentale, lo spazio di mutuo aiuto lo costruiamo insieme, il safe space lo facciamo insieme.

Una seconda falsa certezza da smantellare è quella che tende a considerare l’esistenza dei senzatetto (e della povertà in generale) come inevitabile. E’ a partire da questo presupposto che la postura morale verso i poveri spesso si riduce a due estremi: vittimizzazione o colpevolizzazione.
Come ci ricordava Don Gallo (Don Andrea Gallo), esiste una differenza abissale fra la solidarietà caritatevole/assistenziale e quella liberatrice, che mette in discussione lo status quo, quello che Martina nel video chiama mainstream.

Sulla povertà possiamo agire: certo si tratta di un problema sistemico e eliminarla implica necessariamente un cambiamento radicale del mondo in cui viviamo; ma, nell’attesa e nella speranza che ciò accada, resta comunque possibile invertirne le conseguenze agendo sui modi in cui viene affrontata.
Alcune realtà come noi stanno già percorrendo questa strada: la crisi sanitaria, mettendo a nudo le insufficienze del sistema attuale, ha stimolato l’elaborazione di soluzioni nuove, più idonee e che rappresentano un passo avanti nel superamento della logica dell’assistenzialismo e per un pieno diritto alla città e alla vita per tutt*.

Questo è quello che proviamo a fare, questo è quello che ci racconta Martina in questo contributo video.

>> Per leggera tutta la ricerca citata: http://www.casamadiba.net/…/marginalita-sociale-e…/

PUNTI RACCOLTA (Vestiario invernale, coperte, alimenti):
• Lunedì ore 15/17 e Venerdì ore 9/11 durante le aperture del Guardaroba Solidale Madiba
• Mercoledì ore 15/18.30 durante la mostra/mercato “I custodi del cibo”@Casa Madiba via Dario Campana 59 F Rimini

Oppure puoi contribuire con un versamento:
CODICE IBAN IT68B0327324200000300106272 causale “EMERGENZA COVID19 – Staffetta solidale”

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