Il Pacchetto Minniti e noi. Incontro di formazione

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Migranti arrivano nel porto di Augusta, in Sicilia, in un'immagine di archivio. ANSA/ UFFICIO STAMPA SAVE THE CHILDREN ITALIA   +++ ANSA PROVIDES ACCESS TO THIS HANDOUT PHOTO TO BE USED SOLELY TO ILLUSTRATE NEWS REPORTING OR COMMENTARY ON THE FACTS OR EVENTS DEPICTED IN THIS IMAGE; NO ARCHIVING; NO LICENSING +++

Giovedì 29 Giugno ore 19.00 a Casa Madiba

Proponiamo una formazione sul pacchetto Minniti nel giorno in cui festeggiamo la chiusura dell’anno scolastico con l’ Aperitivo a sostegno della Scuola Popolare Madibaa che proseguirà comunque per tutta l’estate vista l’alta richiesta di corsi dal momento che, in moltissimi CAS, i corsi o non ci sono o sono insufficienti.

Vogliamo, infatti, dedicare all’interno della festa uno spazio di riflessione importante rispetto all’entrata in vigore del famigerato Pacchetto Minniti contro il quale in diverse occasioni abbiamo manifestato la nostra contrarietà anche nel nostro territorio.

Questo primo appuntamento è dedicato al testo coordinato del Pacchetto che riguarda le norme sulle migrazioni e la riforma del diritto d’asilo (Legge 46 del 2017), un secondo momento sarà organizzato sul decreto riguradante la sicurezza e il decoro urbano rientrate nel testo coordinato denominato Pacchetto Minniti.

Quali persone colpiscono queste misure e quali diritti vengono cancellati? Come vengono ostacolate le libertà di tutte e tutti noi?

Ne discutiamo insieme a:

Paola Urbinati – Avvocato e membro dell’Associazione Studi Giuridici sulle Migrazioni (ASGI)

Alessandro Pesarese – ALAB (Assemblea Lavoratrici e lavoratori dell’Accoglienza di Bologna) – Rete Operatori Sociali Contro i Decreti Minniti-Orlando

Carolina Marinelli – operatore legale ASGI

A quindici anni dalla Legge Bossi-Fini, una nuova pesante riforma contrae ulteriormente i diritti dei cittadini migranti, portando avanti il processo della loro criminalizzazione e quello di svuotamento del diritto di asilo in atto a livello europeo.

Aumento dei CIE chiamati per l’occasione CPR (centri per il rimpatrio, nella nostra Regione sarà a Modena) e facilitazione delle espulsioni, restrizione del diritto alla difesa legale per i richiedenti asilo, promozione del lavoro non retribuito per chi chiede asilo, lavoro sociale trasformato in biocontrollo e nuova normazione.

La preoccupazione è enorme, la restrizione dei diritti di alcuni diventa la restrizione delle libertà di tutti, minare il diritto d’asilo significa compromettere il diritto alla vita. L’istituzione di “tribunali speciali” per migranti, il diritto differenziale a seconda della “categoria sociale” di appartenenza, il confino urbano che può essere agito dal Sindaco e dal Questore nei confronti delle persone che “minano il decoro urbano” utilizzando il mini-daspo, sono solo gli strumenti più eclatanti, significativi di un disegno più ampio. Il messaggio è chiaro: nessuno è uguale davanti alla legge.

Per quanto ci riguarda questo è solo l’inizio, la presenza e la ricchezza delle proposte e dei ragionamenti che sono emersi dimostrano che ci siamo e che abbiamo la voglia e la necessità di continuare insieme questo percorso. Non come “categoria” ma come cittadini, uomini e donne, che nelle nostre città hanno gli strumenti per smascherare le carenze del sistema di accoglienza, l’assenza di politiche sociali adeguate, gli abusi di alcuni sindaci e prefetti che si fanno prendere la mano dal sogno infantile, mai riposto, di essere sceriffi.

Noi, non solo noi, ma noi sicuramente saremo parte di questo movimento di resistenza ai decreti legge Minniti-Orlando e a alla visione del mondo che portano con sé. #IoDiserto perché se dobbiamo essere complici lo saremo con chi queste politiche le subisce e non con chi le promuove; una scelta di parte perché siamo convinti che stare dalla parte dei più deboli significa stare dalla nostra parte, dalla parte di tutti: in un mondo diviso in “categorie sociali” da colpire prima o poi viene toccata anche quella in cui ognuno di noi viene “costretto”. (*)

Solo con politiche di regolarizzazione, di estensione della protezione umanitaria, di canali di arrivo sicuro e regolare per tutti, si può affrontare efficacemente la domanda di protezione, di democrazia e di futuro che ci pongono gli esodi contemporanei da paesi vicini e lontani ed anche quella di sicurezza delle nostre città.

Solo esercitando pienamente la nostra umanità nell’accoglienza, con processi solidali che riconoscano il diritto di soggiorno, il diritto di scegliere dove vivere e costruire il proprio futuro e che conducano all’uscita dalla invisibilità e marginalità è possibile costruire la convivenza positiva tra le diversità e garantire un futuro degno alle nostre città.

Per questo non saremo complici di questa ulteriore privazione di diritti, per questo riteniamo prioritario conoscere cosa accadrà con l’entrata in vigore del Pacchetto Minniti a partire dall’8 agosto 2017 e come questa impatterà non solo con il sistema di accoglienza e la vita nelle città ma anche con le nostre pratiche solidali e mutualistiche.

Con i migranti che in queste ore cercano di superare il confine a Ventimiglia. Con i loro corpi che ci ricordano che la libertà è tutto, che nessuna persona è illegale e che prima di tutto, delle leggi, delle banche ci sono le persone.

Ci vediamo Giovedì 29 Giugno alle ore 19.00 a Casa Madiba Network

La cittadinanza, gli/le operatrici, i/le migranti, i/le richiedenti asilo sono inviati/e a partecipare.

 

(*) Tratto dal Report dell’assemblea autoconvocata sabato 8 aprile a Roma da operatori sociali contro i decreti Minniti-Orlando.

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