Per un’alternativa e una pratica politica nuova contro i sovranismi razzisti, sessisti, xenofobi

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non si lega

RIMINI NON ABBOCCA!
RIMINI NON SI LEGA!
Oggi il partito di maggioranza relativa di questo paese è letto, da una parte della sinistra, ancora come un’anomalia.
La Lega è invece, con il suo modello basato sulla paura del diverso e una conseguente forte spinta nazionalista, sono invece una parte integrante di questo sistema di sviluppo machista, sessista e razzista.
Un modello basato sulla paura e sistemi di odio che ne fanno un partito contro i diritti civili e sociali.
Un partito contro l’autodeterminazione delle donne, messa sotto attacco nel periodo di permanenza al governo con una vergognosa e massiccia partecipazione da parte dei suoi ministri al W.f.o. di Verona e con il terribile disegno di legge Pillon.
Contro la libertà di movimento, contro il diritto alle migrazioni, contro chi salva le vite in mare contro la comunità LGBT*QIA+.
Ma Lega è contro anche quella legalità e onestà che sbandiera e di cui si fa scudo, con falsi in bilancio finanziamenti illeciti e corruzione (anche se ha fatto più notizia un giro di un ragazzino su una moto d’acqua).
Anche se prova a rifarsi il look, questo nuovo partito fascista è chiaramente visibile quando rifiuta di applaudire la Segre o scende in piazza con i camerati di Casa Pound suggellando un perfetto patto politico tra il partito del prima gli italiani e le milizie della destra più estrema.
Opporsi a questo modello di pensiero vuol dire però fare delle scelte chiare.
Vuol dire opporsi agli accordi con la Libia, a politiche liberticide che degradano il lavoro rendendolo sempre più precario e ricattabile.
Vuol dire opporsi a politiche sicuritarie che pensano lo spazio pubblico e lo definiscono in base alle persone che da questo spazio devono essere espulse: senza fissa dimora, migranti, persone con problematiche di dipendenza, come accade spesso alla stazione dei treni della nostra città, dove per fare spazio alla velo stazione (Bike Park) si deve “ripulire” il luogo dalle presenze sgradite ed anche di chi porta loro un po’ di conforto e sostegno, senza tenere conto che anche queste persone hanno dei bisogni e che la soluzione va trovata insieme non con azioni repressive e comunicati stampa che parlano di “bonifiche dell’area”.
Accorgerci che l’alternativa va costruita guardando le piazze e le strade, quelle che si riempiono di donne come sarà per la manifestazione nazionale di domani a Roma contro la violenza maschile di genere di Non Una di Meno con rivendicazioni chiare e di inclusive.

Come le piazze di FFF che si riempiono di giovani per chiedere cambi radicali di paradigma di un sistema di produzione che, come sappiamo da più di trent’anni, non può che collassare su se stesso.
E alla Chiara visione di un pianeta che ha a disposizione risorse finite.

Abitare il pianeta come abitare una città deve essere un diritto per tutti e tutte senza dimenticare le fascia medio-bassa e bassa della popolazione.

Quando si parla di piazze non si parla solo di luoghi fisici, ma di persone che le vivono e che le animano e non è privatizzandole mettendo delle leggi antidegrado che si rendono più belle e più sicura, ma solo mute, espellendo fuori dal centro chi non ha potere d’acquisto, creando di conseguenza sacche di marginalità nelle zone buie della città.

Opporsi al nero che avanza vuol dire quindi non solo riempire le piazza dei grandi centri urbani sotto un’egida e un nemico comune, ma soprattutto capire che va costruita un’alternativa vera a questo sistema di cose basato sui confini e i porti da difendere, sull’idea del nemico incarnato sullo straniero e povero, sulla violenza maschile come sistema di organizzazione sociale, sul profitto come metodo produttivo e di sfruttamento del lavoro e saper dare delle risposte ai bisogni, alle paure e ai problemi che si incontrano mettendo al centro le persone, i diritti sociali e civili e le pratiche di ecologia e urbanistica sociale e partecipata per la giustizia climatica.
Questo è quello che pratichiamo, questo è quello che porteremo in piazza domenica prossima.

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