#Sciopero21Ottobre Tour/inchiesta nei luoghi della precarietà di vita

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Anche a Rimini lo sciopero c’è e si manifesta attraverso un tour/inchiesta nei luoghi grigi della città

Attraverso un tour/inchiesta in bicicletta partito dalla Prefettura anche a Rimini si è svolta un’iniziativa durante la giornata di sciopero indetta dai sindacati di base e dalle realtà autorganizzate e mutualistiche.

Prima tappa all’Associazione italiana Albergatori dove ricordando le due lavoratrici rumene, Florentina ed Eva, trovate morte negli alberghi dove lavorano si sono evidenziati gli aspetti qualificanti che caratterizzano il lavoro gravemente sfruttato nel turismo (abuso massiccio di voucher, lavoro nero, mancato giorno libero, nocività dei luoghi di lavoro, violenza) poi l’Inail sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro e degli infortuni ma anche per segnalare molti disservizi e lamentele sugli uffici di questo istituto del Welfare. Non poteva mancare l’ACER dove sono state ricordate le precise mancanze nell’attuazione di reali politiche abitative che ponessero fine da un lato alle lungaggini delle graduatorie ERP attraverso il recupero e riutilizzo del patrimonio sfitto senza nuove colate di cemento o quartieri dormitorio e dall’altro all’emergenzialità e poca efficienza delle soluzioni poste in atto fino ad ora. Alcuni interventi hanno ricordato il ruolo di Mangianti da dieci anni sulla poltrona dell’Acer grazie agli accordi fra Rifondazione Comunista e il Pd. Infine la penultima tappa è stata davanti agli ingressi della Legacoop e della Confcooperative. Dove sono intervenuti tre lavoratori, un educatore dei servizi educativi per disabili nella scuola, una oss e un ex facchino che per due anni ha lottato in Artoni a Cesena contro le condizioni di Lavoro Gravemente Sfruttato imposto dalla società. Tutti gli interventi hanno ricordato la necessità di abolire la figura del socio lavoratore, strumento di disciplinamento sulla forza lavoro, di ricatto e iperprecarietà, così come il sistema della gara di appalto per cui ad ogni bando rischi di perdere il posto di lavoro o il demansionamento.

L’ultima tappa a Casa Madiba Network dove si è svolto il pranzo sociale a sostegno delle lotte degne nella Logistica a Pievesestina, lotte che hanno ottenuto un una vittoria importante. Sono infatti state archiviati tutti e tre i procedimenti penali scaturiti a seguito delle querele di Artoni e Centrale adriatica.

Per l’occasione è stata presentata durante l’azione performative una canzone “storia di un precario”. Di seguito il testo che ha accompagnato le 5 tappe del tour/inchiesta:

Rimini la capitale del forfait

Lo chiamano lavoro stagionale

Per 4 euro all’ora di schiavitù reale

È così, la crisi morde e mi fa male

Sono costretto ad accettare

Il posto come cameriere 12 ore tutti i giorni

Senza poter riposare ne fiatare

1000 euro al mese, mi dicono van bene

Dicon che è anche molto ed è tutto regolare

Ma il contratto ancora non ce l’ho

E la busta paga, forse un voucher lo vedrò

E così che siamo già in piena stagione

Io perdo sonno, perdo fame, mi viene da vomitare

Le mie braccia non si tirano più su

Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro

Hanno pronto il loro questionario

Anche se mi trattano con un approccio strano

Sembrano il mio datore di lavoro

Pare che nessuno mi creda

Pare che sia io il problema

Pare che loro non sappiano, non riconoscano

Sballottato, rimpallato, da un ufficio all’altro

Mi ritrovo tristemente abbandonato

Come non bastasse il mio rapporto di lavoro

Si interrompe, non mi possono aspettare

È così, che siamo in piena stagione

Senza stipendio ed un affitto da pagare

Soffocato dalla pressa del mercato immobiliare

Non mi rimane che l’edilizia popolare

Liste d’attesa, graduatorie da sfoltire

Anziché riqualificare, anziché investire, collocare

Dicono che ci sono i conti da far quadrare

Che non è detto che mi possano aiutare

Anziché riqualificare, anziché investire, collocare

Tirano giù i criteri per poter entrare

Mentre van su le tariffe minime da pagare

È così, un nuovo annuncio di lavoro

Sono un educatore socio lavoratore di una cooperativa

Ma in realtà sono  un dipendente in questo modo pagato meno

Senza tutele, sotto ricatto perché il mio contratto non ha clausola sociale

È così la mia condizione lavorativa ed esistenziale

È uguale a quella di un facchino

Siamo appesi al filo delle gare d’appalto

Sempre al ribasso dei diritti, continuità lavorativa, salute.

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