sei di Rimini se…. non sei un razzista!

condividi su:
22406221_1728007877259991_6129825532757419638_n

Sul gruppo “sei di rimini se” è stato pubblicato ieri da un iscritto un video del presidio in Prefettura. Su 130 commenti 2/3 incitavano all’odio e alla violenza razziale e sessista nei confronti dei richiedenti asilo e delle maestre della scuola di italiano: calci in culo, datemi la benzina, le infermierine brave che aiutano i negri a fare i cartelli ed altre cose.

Il post è stato cancellato, ma l’onta del famelico razzismo colpisce Rimini come tutte le altre città. Dovrebbe essere nell’interesse di tutta la cittadinanza la trasparenza nella gestione dei fondi per l’accoglienza e l’efficacia di questi progetti, per la nostra sicurezza e per il futuro della nostra città e non solo.

Proprio ieri il giornalista riminese, Brahim Maarad, scriveva su facebook che “Il 90% dei rifugiati è ospitato da Paesi medio-poveri. Quando qualcuno dice “non possiamo accoglierli tutti”, quel “tutti” è una parte del 10%“.

Non basta più dare le informazioni che tutti e tutte potremmo cercare in rete invece di berci quello che ci raccontano ogni giorno, che siamo invasi, che portano le malattie, che ci rubano le case popolari, creando le condizioni perché questo razzismo tribale occupasse ogni spazio, ci rubasse la nostra ragione, la nostra umanità. Ma come ci siamo ridotti così?

A vivere di bugie, nelle bugie, per le bugie.  Così mentre continuano le politiche di austerità, di tagli al sociale e alla sanita, le mancate risposte ai bisogni di tutti e tutte, noi continuiamo a dar credito alle bugie e a sposare le peggiori nefandezze, pur di gridare forte il nostro disappunto verso delle persone che non hanno alcuna colpa delle disuguaglianze sociali ed economiche in cui siamo immersi.

Vi hanno fatto odiare quelli che gli servivano per creare un capro espiatorio alle nostre sofferenze, che sono sofferenze anche di altri da noi, capro espiatorio su cui si sperimentano le politiche di esclusione ed abbandono istituzionale che colpiranno anche noi, perché tutti e tutte nei palazzi sapevano a Rimini cosa succedeva all’hotel brennero, villa panda ecc ecc… che da dieci mesi c’erano delle persone abbandonate a loro stesse e fra loro anche donne in gravidanza o con minori. Che qualcuno si è intascato i soldi per quelle accoglienze senza dare alcun servizio come previsto dal capitolato d’appalto della Prefettura per questi progetti.

A chi giova tutto questo? Chi si è arricchito con quei soldi? Non di certo i richiedenti asilo che hanno trovato un supporto nella scuola di italiano che insegna la nostra lingua e non strumentalizza, così come il Guardaroba solidale che li supporta insieme a tanti nuclei italiani per il vestiario o generi di prima necessità.

Vergogna alla RIMINI che vomita odio razzista su facebook  credendo alle bugie, viva la RIMINI DEGNA che si organizza nella solidarietà, che difende la vita senza se e senza ma.

Casa Madiba Network 

 

 

condividi su: