Sgombero Baobab Experience. La nostra umanità non sarà schiacciata!

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A photo of Italian interior minister Matteo Salvini is sticked on remains of belongings of a makeshift migrants' camp known as "The Baobab" during the camp's eviction by police forces in Rome on November 13, 2018. - Police started to evict early on November 13 with bulldozers the camp that had been hosting hundreds of migrants, as well as Italian citizens, as buses brought the migrants to immigration offices. Interior minister Matteo Salvini commented he was determined to put an end to "illegal free zones". (Photo by Tiziana FABI / AFP)

Dalla scorsa notte 100 persone in più a Roma vivono per strada. Sono gli uomini e le donne che fino a ieri trovavano ospitalità e rifugio presso il presidio attivato da Baobab Experience.

Non era una vera e propria casa Baobab, come la intendiamo quando rivendichiamo quel diritto basilare e sacrosanto che dovrebbe essere garantito a ogni essere umano, ma ugualmente un punto di riferimento importante, un faro, un luogo in cui le persone vengono prima di qualunque cosa e che in questi anni ha messo in piedi pratiche di accoglienza degna nell’assenza di risposte istituzionali per migliaia di rifugiati e richiedenti asilo abbandonati a se stessi dopo la conclusione dei progetti di accoglienza emergenziale ma anche tanti homeless italiani.

Nello stesso giorno in cui a Palermo era in corso la Conferenza internazionale sulla Libia e il generale Al Sisi, presidente egiziano e responsabile dell’assassinio di Giulio Regeni, veniva accolto con tutti gli onori, nella capitale il Decreto Sicurezza prendeva forma. Quella delle ruspe e della polizia, del problema di ordine pubblico e del rispetto della legalità utilizzati strumentalmente per continuare la guerra all’umanità, per continuare ad attaccare quella solidarietà liberatrice che in questi anni si è concretizzata e organizzata in tante esperienze nelle nostre città.

Proprio da un’esperienza simile a quella di Baobab Experience, con cui in diverse occasioni ci siamo incontrati e confrontati, come Casa Don Andrea Gallo Rimini #perlautonomia esprimiamo la nostra più totale vicinanza e solidarietà.

Quella solidarietà che mettiamo in campo tutti i giorni, nel cercare di trovare risposte ai bisogni reali che incontriamo, che siano quelli delle persone native così come di coloro che hanno centinaia di migliaia di km sulle proprie gambe. Perché è solo trovando la risposta a questi bisogni che possiamo promuovere una vera e reale sicurezza sociale. Non lasciando le persone sole e ai margini, non lasciandole per strada e nei ghetti, non lasciandole senza un documento e la residenza che le condanna all’invisibilità.

È questo che continueremo a fare oggi, domani e dopodomani, determinati a costruire comunità e città aperte, solidali e cooperanti, mondi che contengano tanti mondi, insieme ai cittadini e alle cittadine di domani. E non saranno di certo le ruspe di Salvini a fermarci. #UnaCasaPerTutti #PrimaLePersone

Piccolo e misero è l’uomo che si esalta davanti ad una ruspa che distrugge il letto di un povero. Nessuna percentuale elettorale e nessun palazzo istituzionale non mai personaggi così disumani. 
Gioite pure; così facendo qualificherete la vostra misera vita.

Network Solidale via Dario Campana

Casa Madiba – Casa Don Gallo

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