Sgombero e sequestro di Casa Madiba Network e Villa Florentina ed Eva

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Questa mattina disposto da parte del Gip, su richiesta dell’amministrazione comunale, il sequestro dello stabile di Casa Madiba e del Network e la sua muratura. Sequestrati anche tutti i materiali presenti negli spazi e gli effetti personali degli abitanti. Appena terminato, è stato eseguito lo sgombero anche di Villa Florentina ed Eva, il nuovo spazio abitativo nato il 13 maggio 2015.

Alle 9.45 di questa mattina il Comune di Rimini ha schierato un ingente dispiegamento di forze dell’ordine ed agenti in antisommossa su via Dario Campana, in prossimità di Casa Madiba Network e Villa Florentina ed Eva. Militarizzato l’intero quartiere che si è sempre dimostrato solidale con l’esperienza di riutilizzo e riqualificazione dell’ex caserma dei vigili del fuoco.

Fin da subito attivist* e solidali si sono mobilitati, accorrendo verso lo spazio sotto sgombero, cercando di manifestare il dissenso verso questa aggressione insensata da parte di un’amministrazione comunale assente, che chiude gli occhi davanti alle condizioni di disagio vissute da una fetta sempre più importante della cittadinanza e si esenta dal fornire soluzioni concrete a questi drammi.

Dove sono il sindaco Gnassi e la vicesindaco Lisi di fronte a centinaia di persone che vivono per strada? Dove sono gli amministratori di questa città di fronte all’illegalità che in questo territorio contraddistingue diversi settori economici locali? Che risposte forniscono Sindaco e assessore alle 15 persone che avevano trovato la stabilità di un’abitazione e che da questa notte saranno per strada?

Con l’azione di questa mattina si è attaccata un’esperienza che in questo anno e mezzo ha saputo costruire risposte concrete in termini di accoglienza degna, diritto all’abitare, promozione di forme di socialità e cultura indipendente, nuove relazioni di cooperazione e socialità con il vicinato ed il quartiere, insegnamento della lingua italiana contro ogni barriera e marginalizzazione.

Da Casa Madiba Netowork si sono allontanati, protetti dai cordoni della celere, due furgoni contenenti il materiale sequestrato, comprensivo degli strumenti utilizzati in questi mesi per la promozione delle varie articolazioni del Network (libri e testi della Scuola di Italiano Madiba, impianto audio, mobilio, installazioni artistiche, etc..) nonchè gli effetti personali degli abitanti.

In contemporanea, mentre gli attivist* e solidali erano impegnati a non far uscire il camion contenente tutto il materiale dal piazzale di Casa Madiba Network, due cordoni della celere e dei carabinieri si sono schierati davanti all’ingresso di Villa Florentina ed Eva.

L’ingresso degli agenti nell’abitazione, dove erano presenti qualcuno dei nuovi abitanti, tra cui due donne di cui una con problemi fisici e psichici, è stato violento, con grida e vetri divelti da parte degli stessi agenti.

A questo punto gli attivisti, disorientati da tanta violenza ed irruenza, sono corsi immediatamente al cancello di Villa Florentina ed Eva, continuano il presidio e l’azione informativa rispetto a quanto stava accadendo.

Numerose le persone tra residenti e solidali che sono arrivate per esprimere indignazione e complicità nei confronti di chi, in pochi giorni, ha restituito uno spazio riqualificato ad un quartiere che, nonostante la prossimità con il centro storico, vede numerose strutture abbandonate e lasciate all’incuria, molte di queste di proprietà di società immobiliari ed edili tra gli artefici del grave disagio abitativo in cui versano migliaia di persone nel territorio.

Successivamente il presidio si è trasformato in corteo spontaneo che ha raggiunto il Municipio protetto dalla celere schierata. Al tentativo di portare un materasso sotto il portico del Comune la celere ha caricato i manifestanti. Il presidio è proseguito con la richiesta che una delegazione degli homeless e degli sfrattati sgomberati incontrasse il Sindaco. Gnassi non è pervenuto.

Dopo aver legittimato e coperto il sequestro di Casa Madiba Network e lo sgombero di Villa Flo ed Eva di proprietà della Plum immobiliare srl, ha rifiutato anche di incontrare la delegazione.

Alcuni cittadini e vicini solidali hanno portato cibo e bevende al presidio sotto al Comune, dopo poco il presidio si è sciolto.

L’appuntamento è per tutte e tutti Giovedì alle 18.00 in Consiglio Comunale per un presidio di solidarietà con gli homeless e gli sfrattati sgomberati.

Sabato 23 maggio alle ore 16.00 corteo dalla Stazione FS.

CASA MADIBA CHIAMA, LA CITTA’ DEGNA DEVE RISPONDERE!

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