Sulla straordinaria giornata del 9 settembre #RiapriAMOLàbas #SiamoTuttiMoriba

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riapriamo labas ado presidente

Sabato 9 Settembre è stata una giornata densa. Densa di emozioni, impegni e appuntamenti, una straordinaria giornata di lotta e festa.
Nella tarda mattinata, anche da Rimini è partito un pullman – composto dagli abitanti di Casa Andrea Gallo Rimini #perlautonomia, attivist*di Casa Madiba Network ma anche tanti singoli cittadini che hanno scelto di esserci – con destinazione Bologna, per partecipare a RiapriamoLàbas – Grande Manifestazione. Molto più di una manifestazione contro lo sgombero che ha colpito Làbas lo scorso 8 Agosto, quanto piuttosto una giornata di difesa e affermazione della possibilità da parte di cittadini e cittadine di organizzarsi. In piazza non ‘cera un collettivo politico, una dimensione identitaria ma la società che si è organizzata in questi anni dentro i nostri spazi, nelle pratiche di mutualismo e alternativa. Questo ha rappresentato e rappresenta Lábas da 5 anni a questa parte nella città di Bologna, così come tanti altri spazi sociali in tutta Italia.
Straordinari esperimenti di attivazione e connettori sociali che hanno saputo tenere insieme tante biografie differenti tra loro, per età e vissuti, tutte accomunate dalla volontà e necessità di attivarsi per sovvertire un presente fatto di paura, esclusione, respingimenti e pensare insieme che forma dare alle città del domani.
Una manifestazione che ha visto la partecipazione di oltre 15.000 persone – in una Bologna militarizzata dalla polizia ma con i negozi aperti e i turisti che con interesse chiedevano cosa fosse Lábas – pezzi importanti di città, dalle associazioni ai sindacati passando per i produttori indipendenti, per affermare e rivendicare un diritto alla città intendendo queste come luogo/spazio dell’agire politico e della costruzione di processi orizzontali utili alla società e ad i suoi movimenti dal basso verso l’alto contro la sterile rappresentanza istituzionale.
In un presente che esclude sempre più persone dall’acceso alle cure e alla salute, dove anziché investire su politiche dell’abitare serie e di lungo respiro che sappiano mettere a valore l’enorme patrimonio edilizio sfitto (oltre 8 milioni e mezzo di edifici vuoti in Italia) si continuano ad incentivare meccanismi di speculazione e rendita finanziaria; dove gli spazi di costruzione di nuove relazioni e scambio vengono chiusi soffiando sui sentimenti di odio e paura verso il diverso, dove si costruiscono muri e le zone di respingimento e confine vengono allontanate sempre più dal nostro sguardo, lasciando migliaia di esseri umani nei lager libici nelle mani di aguzzini, stupratori e seviziatori, spazi e luoghi come Lábas a Bologna o Casa Madiba a Rimini divengono spazi di produzione di nuovo welfare e nuovi diritti ma anche di difesa di un’umanità sempre più minacciata, dove ogni giorno a partire da bisogni e necessità ci si confronta e si sperimentano risposte degne. Spazi di benessere mentale e sociale per tante persone che sentono l’esigenza di arrivarsi mettendo a disposizione e a valore competenze, tempo libero ed energie. Per non soccombere a questo presente di miseria, razzismo, paura e povertà.
A tenere lo striscione di apertura del corteo anche Valter, attivista di Casa Madiba Network che abbiamo conosciuto nell’estate del 2004 durante l’esperienza del Laboratorio sociale PAZ che proprio all’interno di quegli spazi restituiti ad un utilizzo sociale aveva trovato una casa e successivamente un lavoro e la possibilità di pagarsi nuovamente un affitto. Il primo homeless che abbiamo aiutato, le prime lotte per il diritto all’abitare erano lì in prima fila sabato a Bologna a ricordarci le strade percorse e la necessità di continuare a camminare per costruire un altro mondo possibile. Per questo durante il nostro intervento dal sound abbiamo voluto anche ricordare come nella nuova composizione sociale e di classe, anche il protagonismo dei/delle migranti sia oggetto dell’azione repressiva e giudiziaria. Domani infatti si terrà la prima udienza al Tribunale di Bologna per la revoca della protezione umanitaria a MORIBA, nostro fratello ed attivista del Network solidale di via Dario Campana. Moriba fin dal suo arrivo in Italia – con il progetto dell’Emergenza Nord Africa – si è attivato per rivendicare un’accoglienza degna, per il diritto all’abitare per tutti e tutte, per una regolarizzazione permanente contro la clandestinità che rende invisibili e sfruttati/e, contro ogni razzismo e fascismo. Per questo Moriba è stato duramente colpito. Ma Moriba non è una vittima, Moriba è un attivista consapevole che quando ti ribelli qualcosa devi essere disposto a metterla in gioco. Per questo SIAMO TUTTI E TUTTE MORIBA!
Nel frattempo già dal primo pomeriggio di Sabato, centinaia di persone animavano gli spazi di Casa Madiba Network per La Starpegna 2017 – Meeting di cultura Hip Hop iniziativa promossa dall’ A.P.S. Romagna in Fiore in occasione del decimo anno di attività. Una grande festa della cultura hip ho ed indipendente, che ha visto prendere forma incontri di approfondimento, workshop, esibizioni, musica e danza, con tanti ospiti esterni e una partecipazione veramente molto molto ampia.
La giornata del 9 Settembre ci indica allora la strada, quella di continuare a contaminarci ed ibridarci, aggiungendo passo dopo passo, un tassello nei ricordi e nell’esperienza di tutti e tutte noi per stare bene, per immaginare un futuro possibile per le nostre città.
Grazie allora a tutti e a tutte quelli che abbiamo incontrato ieri, a Bologna e a Rimini, alle buone vibrazioni e ai loro sorrisi.
Avanti e che la forza sia sempre con tutte e tutti noi!
#backtomadiba #Starpegna2017 #RiapriamoLábas #FightRacism #cittádelfuturo #SiamoTuttiMoriba

Intervento di Federica al corteo di Sabato 9 settembre a Bologna

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