Villino Ricci/Acer/Rifugiati: ad un anno dal sequestro rilanciamo con forza la Campagna #UnaCasaPerTutti

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Villino Ricci/Acer/Rifugiati: ad un anno dal sequestro rilanciamo con forza la Campagna #UnaCasaPerTutti

Nella tarda mattinata di oggi si è svolta la conferenza stampa partecipata sul retro del Villino Ricci in via Fracassi dove si svolgeva il Guardaroba Solidale subito dopo il sequestro dell’immobile, che rimane ancora vergognosamente in stato di abbandono, avvenuto il 23 novembre 2015.

Presenti tantissime persone che hanno voluto essere con noi come parte attiva di un percorso che vuole riprendere a più livelli la Campagna #UnaCasaPertutti, a partire da un’assemblea pubblica e da un percorso partecipato che sappia intrecciare più piani, competenze, relazioni.

Il percorso autoritario che frettolosamente ha portato alla nomina del nuovo Cda dell’Acer (tutte figure dell’establishment), e che ci ha mostrato in pratica come funzionerà il Senato e la politica se dovesse vincere il SI al Referendum con l’accoppiata dell’Italicum,  e il mandato che il presidente della Provincia ha dato al nuovo Cda, rispetto alla presentazione entro il 31 dicembre 2016 di un “piano casa” riminese con scelte di sviluppo che si muovano intorno al recupero riutilizzo dello sfitto,  riqualificazione del patrimonio edilizio pubblico degradato, così come al tema degli alloggi ad affitto calmierato, ci pongono davanti a delle sfide importanti.

Noi vogliamo contare ed essere coinvolti nel percorso, a partire dai bisogni che sono stati registrati in questi anni dallo “Sportello Casa” di ADL Cobas Emilia Romagna e dallo “Sportello Ascolto” di Casa Don Gallo, dove in dieci mesi sono stati 85 i colloqui per l’accoglienza con persone di ogni nazionalità (21 quelle presenti), la stragrande maggioranza uomini, di età media 39 anni.

85 Persone tutte vittime del sistema neoliberista che sono sagome di passaggio per questa amministrazione comunale e per la Prefettura. Senza diritti, senza vita.

85 persone alle quali non abbiamo dato una risposta e che ci spingono a fare un passo ulteriore per aprire un nuovo ciclo di rivendicazione intorno al nodo del diritto all’abitare, dopo quello che si è concluso con la nascita di Casa Gallo. Vogliamo ricordare che attualmente Casa Gallo è sotto sfratto mentre continua ad ospitare, attualmente 45 persone, con progetti innovativi di riscatto e attivazione degli/delle abitanti e non di assistenzialismo tout court.

In queste ultime settimane mentre venivamo informati dalla stampa che gli alberghi inseriti nei vergognosi piani di accoglienza straordinaria per richiedenti asilo, sono collegati alla malavita organizzata, mentre i razzisti cavalcano la bufala dei 35 euro dati giornalmente ad un rifugiato,    noi continuiamo ad incontrare a Casa Gallo e al Guardaroba Solidale persone spesso prive di tutto, della capacità di muoversi nella città con dei riferimenti e legami, di parlare un minimo di italiano, di avere un’accurata difesa e percorso legale, di avere delle scarpe o dell’abbigliamento idoneo alla stagione. Spesso sono persone anche incattivite e sfiduciate. Vi sono quindi delle responsabilità istituzionali pesantissime rispetto a questa situazione, a tutti i livelli.

La Prefettura è ora che applichi pienamente il capitolato d’appalto per gli enti gestori dei C.A.S. (art 1, 6, 9, 10, 11, 12) e costituisca una gruppo di monitoraggio e controllo composto anche da rappresentatati delle associazioni del territorio che si occupi di un monitoraggio costante di tutti i progetti in merito alla: 1) situazione contrattuale degli operatori sociali impiegati 2) erogazione dei servizi previsti (pasti, pulizia e igiene ambientale, fornitura di beni, servizi per l’integrazione ecc) 3) obiettivi di inclusione sociale al fine di far emergere dove è necessario intervenire per rendere più efficienti i percorsi di accoglienza. L’Assessore Lisi farebbe meglio a silenziarsi, patetiche le sue affermazioni su quante persone smistare come pacchi nelle città, sull’emergenza dei numeri oltre al rimpallo delle responsabilità istituzionali. I presidi razzisti, le ronde dei neofascisti, l’immaginario che accompagna i migranti nella nostra città ripropongono in maniera simmetrica l’atteggiamento disumano e razzista promosso dalle istituzioni quando affrontano questi temi.

Queste persone non sono sagome di passaggio,  per questo va ripensato un sistema di accoglienza che attualmente produce molta marginalità sociale, immessa in una realtà di per sé già impoverita e senza coesione sociale, che sia capace di fare i conti con il tema della fuoriuscita dai centri di accoglienza, e quindi con quello casa e del recupero degli edifici. in una prospettiva di intervento complessivo sul tema che riguarda tantissime famiglie italiane vittime dello strozzinaggio degli affitti del libero mercato. 

Progetti sperimentali di autorecupero dello sfitto che potrebbero dare lavoro e attivare l’economia circolare nel territorio, perché non sappiamo se Sindaco e Prefetto siano informati ma anche tantissimi geometri, architetti, lavoratori autonomi, oltre ai muratori e alle cooperative edili hanno problemi economici in questo momento.

Sarebbe un primo passo per non soccombere ad un modello di accoglienza adottato finora, ossia la produzione di un bacino di disagio sociale a disposizione del mercato dello sfruttamento (lavorativo, sessuale) e dell’economia illegale (ricettazione, spaccio, vendita ambulante, accattonaggio), in altre parole un incubatore di nuove povertà senza prospettive alcune.

Questo significa porsi il tema della sicurezza non andare nei parcheggi ad insultare e perseguitare poveri e cittadinanza con manifestazioni di stampo neonazista (simboli e riti) che andrebbero vietate perché antitetiche alla democrazia.

I migranti sono vittime, al pari di noi, del sistema economico neoliberista e non la causa delle crescenti disuguaglianze sociali ed economiche.

Questa è la sfida che la nostra città, come tutta l’Europa avrà davanti nei prossimi anni.

Finita la conferenza stampa si è tenuta un’assemblea dove è stato deciso di lanciare e promuovere un’assemblea pubblica sul tema del diritto all’abitare e delle pratiche antirazziste per l’accoglienza degna, che si svolgerà Sabato 3 dicembre alle ore 17.00 presso Casa Madiba Network alla quale sono invitate a partecipare gli operatori sociali dei progetti emergenziali, le associazioni antirazziste, i cittadini e le cittadine degne.

Sarà anche l’occasione per ribadire ancora una volta, forte e chiaro, il nostro NO sociale alle Riforme del Governo Renzi.  

#unacasapertutti #perlautonomia

 

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