IL SUOLO NON E’ MERCE! Contributo alla discussione e per una convergenza delle vertenze locali attive

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IL SUOLO NON E’ MERCE!
Contro speculazioni e svendita del territorio, ORGANIZZIAMOCI!

Verso il 16 ottobre: Sciopero Globale per il Clima

Prima del benessere degli ecosistemi e delle persone sembra esserci un’altra priorità per chi amministra il territorio.

A livello nazionale, infatti, le amministrazioni comunali — incluso il nostro Comune — continuano ad adottare un metodo di gestione dei territori sempre più vicino a un modello di business manageriale, basato sulla rendita derivante da processi in cui i privati e le lobby del turismo acquisiscono sempre più potere decisionale e sembrano dettare l’agenda degli interventi sulle nostre città.

Quello che ne risulta è un’evidente dinamica speculativa, mossa dai grandi margini di profitto a breve termine, che rimangono per lo più privati, e favorita dalla totale mancanza di volontà politica nell’intraprendere percorsi e politiche di gestione alternative, in cui tra i diversi parametri di valutazione possa finalmente esserci anche una misura del ritorno sociale generato dalla realizzazione di un intervento.

Nel nostro territorio, a dimostrare certi processi, sono anche le iniziative e le vertenze portate avanti da diversi comitati territoriali.

Con l’incontro “Dalla parte del suolo” promosso dai comitati ambientali operativi sul territorio, abbiamo approfondito l’impatto della cementificazione a fronte di un territorio già edificato per circa il 60%, una percentuale tra le più alte in Italia.

Un dato amaro se accostato a quanto denunciato dall’Osservatorio Ampliamento Fiera, che, mettendo in luce i diversi impatti sulla vita quotidiana di un quartiere e dell’intera città, dagli espropri al traffico insostenibile, fino alla compromissione del riposo, continua a faticare nel trovare risposte da parte dell’amministrazione.

Con la stessa indifferenza e muro di gomma, si è dovuto scontrare il Comitato Sinistra del Porto, che da tempo ha intrapreso una battaglia contro il progetto del nuovo mercato ittico che prevederebbe la realizzazione di un’enorme colata di cemento in una delle ultime aree non impermeabilizzate della zona di San Giuliano Mare, zona classificata come ad elevata pericolosità idraulica.

E ancora, la nuova variante del Piano dell’Arenile, che vuole concedere ai lidi turistici la possibilità di realizzare piscine. Un’ulteriore sottrazione di suolo, se si considera che il ricavo derivante dall’utilizzo di queste opere, interamente privato, sarebbe reso possibile anche attraverso l’utilizzo irresponsabile di una delle risorse più importanti in questa fase di crisi climatica: l’acqua pubblica, già comunque in parte ostaggio di logiche di gestione privata.

Non solo. La stessa logica di dominio sugli ecosistemi e sugli altri esseri viventi emerge nella promozione di eventi anacronistici come il circo con animali, espressione di una cultura antropocentrica che considera natura e animali risorse da sfruttare.

Una logica che ritroviamo in questi giorni, anche a Bosco Ospizio a Reggio Emilia, dove la violenza di queste trasformazioni si concretizza nell’abbattimento di un’intera area boschiva in favore della realizzazione dell’ennesimo supermercato Conad, a discapito della fauna e della comunità che in quello spazio trovava rifugio.

Riteniamo importante seguire e solidarizzare con queste vertenze. Ma crediamo anche che, di fronte alla velocità e alla ferocia con cui questi fenomeni si stanno realizzando, sia necessario affrontarli attraverso uno sguardo unitario e complessivo, capace di mettere a fuoco le cause, i responsabili e gli interessi in gioco.

Serve costruire una convergenza in grado di contrastare una politica urbana sempre più feroce nei confronti di chi non si mostra “all’altezza” della rendita economica della città, di chi rivendica il diritto ad abitarla senza essere espulso dalle logiche del profitto.

Il 16 ottobre è stata lanciata una giornata di mobilitazione in occasione dello Sciopero Globale per il Clima. Invitiamo i comitati, le associazioni ambientaliste e animaliste, le realtà che lottano contro le disuguaglianze sistemiche e tutte le persone che hanno a cuore questi temi e il futuro del territorio a incontrarsi, mettendo insieme forze, percorsi e idee per costruire una città davvero alternativa: una città capace di guardare agli interessi di chi la vive, e non esclusivamente a quelli dei grandi gruppi privati e delle lobby turistiche che invece la sfruttano.

Il 16 ottobre potrebbe essere un primo momento pubblico di convergenza.

— Casa Madiba Network


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