Marginalità sociale: Inchiesta sul campo e organizzazione con la campagna “Ci vuole un reddito!”

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La marginalità è un luogo di radicale possibilità, uno spazio di resistenza. Questa marginalità, che ho definito spazialmente strategica per la produzione di un discorso contro egemonico, è presente non solo nelle parole, ma anche nei modi di essere e di vivere. Non mi riferivo, quindi, a una marginalità che si spera di perdere – lasciare o abbandonare – via via che ci si avvicina al centro, ma piuttosto a un luogo in cui abitare, a cui restare attaccati e fedeli, perché di esso si nutre la nostra capacità di resistenza. Un luogo capace di offrirci la possibilità di una prospettiva radicale da cui guardare, creare, immaginare alternative e nuovi mondi.”

Leggendo Bell Hooks, questa mattina, uscita della nostra Unità Mobile di prossimità nei luoghi della marginalità, i bordi, “là dove la profondità è assoluta”. “Trovare casa in questo spazio è difficile, ma necessario“.

Conoscere, capire come ci si organizza e resiste senza una casa, magari con un contratto di lavoro o un problema di salute mentale. Come si recuperano e trasformano i nostri rifiuti, a cui viene ridata una nuova vita o funzione. Come si vive senza luce e senza acqua corrente, come si vive senza denaro.

In questi bordi spesso vivono persone che sono “sopravvissute” all’inverno grazie al Reddito di cittadinanza e che da qui a pochi mesi, forse settimane si vedranno cancellare anche questo piccolo supporto. Sono tante le persone percettrici del RDC che durante la pandemia hanno chiesto aiuto alla Staffetta Solidale o che attraversano tuttora gli spazi del Guardaroba Solidale Madiba o che incontriamo al Punto di ascolto homeless a Casa Madiba Network.

Per queste ed altre ragioni abbiamo deciso di aderire come ETS alla campagna Ci Vuole Un Reddito! Così come abbiamo supportato e stiamo supportato la campagna #unaltrocontrattoèpossibile per il rinnovo del CCNL delle Cooperative sociali.

Sono due fronti importanti per ripensare e costruire un altro welfare, che parta dalle persone che vivono quei bordi, dalle lavoratrici e lavoratori del sociale che operano sui margini, in prima linea e dalla comunità tutta che ne beneficia. Per costruire un altro welfare dove il lavoro di cura e il lavoro sociale, altamente femminilizzati, non siano sviliti, ribassati e sostituiti con il volontariato, dove servizi e misure di sostegno al reddito siano misure che abbiano ricadute reali ed effettive nel contrasto alla povertà.

Come riporta il comunicato della campagna nazionale: A dicembre il Governo Meloni ha inserito nella legge di bilancio il taglio del reddito di Cittadinanza avviandone lo smantellamento e annunciando l’abolizione dal 2024.Nel frattempo è stata annunciata la MIA, misura di Inclusione attiva che dovrebbe sostituire il Reddito di Cittadinanza. Siamo ai primi posti nelle classifiche per rischio di marginalità sociale, abbiamo i salari tra i più bassi d’Europa, l’assenza di un salario minimo, pensioni basse, mentre si diffondono sempre più contratti precari, tagli ai servizi sociali e il costo della vita aumenta, in particolare dei costi dell’abitare.
In questi anni il Reddito di Cittadinanza, nonostante limiti e l’impianto discriminatorio e familistico, ha svolto un ruolo decisivo evitando circa un milione di poveri in più, come ci riportano i dati, permettendo ad una rilevante fascia della popolazione di superare la soglia di povertà e arrivare alla fine del mese. Inoltre ha avuto un impatto importante all’interno dei settori più poveri del mercato del lavoro contrastando il fenomeno dei cosiddetti “working poor”.Siamo organizzazioni di volontariato, spazi sociali, realtà che si occupano di casa e marginalità, associazioni cattoliche, organizzazioni sindacali e studentesche, spazi transfemministi, comitati di quartiere, centri antiviolenza, palestre popolari, cooperative sociali e insieme a diverse organizzazioni nazionali abbiamo deciso di far sentire in tutta Italia, una voce diversa: quella di chi conosce la povertà, il lavoro sottopagato e sfruttato e le conseguenze dello smantellamento del welfare!

Parte la campagna “Ci vuole un reddito!”: ci mobiliteremo in ogni territorio con una settimana di iniziative dal 1 al 6 maggio, per poi unirci in una grande Giornata nazionale a Roma, Sabato 27 maggio.

È giunto il momento di rispondere alla guerra alle persone in condizione di povertà, a tutte e tutti coloro che faticano ad arrivare alla fine del mese o a chi un lavoro neanche lo ha. È giunto il momento di rispondere e di reagire alla solitudine e all’incertezza delle nostre vite: alla misura debole, scarsamente finanziata e rivolta a una platea ristretta, proposta dal Ministero del Lavoro, noi opponiamo un Reddito di Cittadinanza inclusivo ed universale.
Perché l’unico reddito che vogliamo è universale!
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casamadiba.net

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