RIMINI: L’EMERGENZA CASA È UN FENOMENO STRUTTURALE
verso l’incontro pubblico di Mercoledì 20 maggio
250mila nuclei familiari in attesa nelle graduatorie Erp, 10milioni di case vuote in Italia. Il piano Casa del governo Meloni è l’ennesima misura pubblicitaria per un provvedimento misero e insufficiente: non vi sono risorse per finanziare il fondo affitto e morosità, non vi sono investimenti sull’edilizia popolare, si continuano ad incentivare i costruttori privati: tutto questo mentre gli affitti medi sono aumentati del 15% negli ultimi cinque anni e il potere di acquisto si è eroso.
In parallelo è stato varato un DDL sugli sfratti veloci senza che però siano previste misure di sostegno.
La situazione a livello locale non è migliore, homeless raddoppiati in dieci anni (600 censiti), 236 sfratti eseguiti nel 2024, circa mille le procedure avviate. Non possiamo restare a guardare o pensare che sia il problema di pochi enti o associazioni che si occupano di persone senza casa e disagio abitativo o che la situazione sia un’emergenza passeggera da risolvere con interventi spot.
Viviamo in una delle città più care della Regione e con i redditi più bassi dove, non solo l’economia, ma anche tanti aspetti sociali e di trasformazione urbanistica della città sono stati modellati da un’industria pesante come quella turistica, che ha prodotto ricchezza e attrattività, ma anche lavoro povero e sfruttato, affitti brevi e turistici con forti ripercussioni sulla residenzialità e la qualità della vita nei quartieri più turistificati, sfratti (sempre più in aumento quelli per finita locazione), impatti ambientali e sulle altre specie viventi.
La situazione è diventata insostenibile, sempre più famiglie e persone non trovano casa a Rimini. Mai come ora è necessario pensare a nuove azioni e interventi che sappiano creare alternative concrete a questa situazione, ma anche creare alleanze tra le forze sociali e sindacali, capaci di invertire questa tendenza e incidere sulle scelte politiche per mettere in campo nuove soluzioni.
“Senza un tetto – come riporta il nuovo Rapporto Povertà della Caritas di Rimini – il lavoro scivola via, la salute si incrina, le relazioni appassiscono. Non è più un’emergenza temporanea; è una questione strutturale che interroga la nostra coscienza e la nostra visione di futuro” .
Viviamo in un tempo di regimi di guerra, con una popolazione che sta invecchiando, modelli familiari mutati, la consapevolezza che nuove forme dell’abitare vadano immaginate per rispondere a bisogni nuovi, variegati, differenti tanto di chi una casa ce l’ha, tanto di chi è senza. Perché per troppo tempo si è creduto che il problema dell’homelessness fosse separato da quello dell’abitare, quando invece non è che la sua proiezione più violenta. E accanto a questo sentiamo forte l’urgenza di pensare a nuove forme di accoglienza e ospitalità così come a nuove politiche turistiche, che restituiscano e redistribuiscano ricchezza alla città e alle persone che la abitano, che si mettano a disposizione di quello che anche a Rimini è una criticità tangibile e diffusa: la casa e l’abitare.
Diverse e molteplici sensibilità, percorsi sociali e sindacali, realtà associative insieme per dire: Il tempo è ora e non possiamo più attendere!
Perché Rimini sia davvero una città per tutte e tutti. PEOPLE BEFORE PROFITS!
Per questo ci vediamo Mercoledì 20 maggio alle ore 18 a Casa madiba per un incontro pubblico pensato in due tempi, nella prima parte la presentazione del Rapporto sulla povertà dell’Osservatorio Caritas e dell’Inchiesta sull’homelessness a Rimini del Centro servizi e nel secondo tempo la Tavola rotonda “ Rimini e il diritto all’abitare: come affrontare questo problema strutturale? Proposte e riflessioni ” con sindacati, associazioni, realtà sociali e politiche del territorio .






