#SfrattoCasaGallo Riprendiamo da dove ci eravamo lasciati… con proclami di spese, cavilli burocratici contro persone

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E’ allegro questo cammino che siamo, camminiamo per fare migliore il cammino. Siamo il cammino perché altri camminino da una parte all’altra. Per tutti c’è un principio e una fine nel proprio cammino, per il cammino no, per noi no. Per tutti tutto, niente per noi. Siamo il cammino, dobbiamo proseguire.”

Subcomandante Marcos

 

Riprendiamo da dove ci eravamo lasciati, ricominciamo con la dissonanza tra problemi e soluzioni, ripartiamo con proclami di spese, cavilli burocratici contro persone.

Abbiamo appreso dall’articolo di ieri, del Corriere Romagna, che il “nuovo” corso amministrativo vuole iniziare a destinare gli immobili inutilizzati all’emergenza abitativa sfrattando oltre 40 persone dal posto in cui attualmente trovano riparo, vivono, per investire 220.000 euro nel riammodernamento dello stabile per poi mandarlo a bando per la gestione.

Sorge però un “piccolo” problema: sfrattare gli abitanti di Casa Gallo vuol dire buttare per strada oltre 40 persone che per chissà quanto tempo non avranno più un posto dove stare.

Dove sta quindi la “protezione sociale”?

Stiamo parlando di un luogo che dal 24 Dicembre (da oltre 6 mesi) ospita stabilmente un numero cospicuo di persone “senza fissa dimora stanziali” nella città di Rimini, che ha messo in moto progetti e percorsi che stanno ridando dignità alle persone, che ha costruito e tiene in piedi un circuito virtuoso di mutualismo solidale (Guardaroba solidale, Sportello ascolto, Sportello salute, Orto e giardinaggio, Pizzeria Sociale) ; non vi sembra molto più razionale e “protettivo” iniziare ad investire anche su qualche altro immobile?

Non vi sembra ovvio che sfrattare forzatamente oltre 40 persone sia un atto (tra l’altro il primo del “nuovo” corso) violento e incosciente?

Che di socialmente protettivo non abbia nulla?

I soldi sono importanti, certo, nella realizzazione dei progetti, sono solo 15.000 € i contributi per la gestione dei 4 mesi di emergenza freddo messi a disposizione dal Comune di Rimini, dai quali nelle due precedenti lettere di sfratto, si minaccia di scalare le spese delle utenze e di eventuali danni alla struttura.

Attraverso il Progetto Partecipato Madi_Marecchia che ha permesso di far incontrare abitanti, attivisti di Casa Madiba, vicini, urbanisti, legali, abbiamo presentato un progetto di riqualificazione dell’area che ripensa e ridefinisce le funzionalità degli spazi per ridare dignità ad una situazione totalizzante ed istituzionalizzante com’è il dormitorio, con lavori strutturali da realizzarsi in tre anni, senza che gli e le abitanti escano dalla struttura, ma anzi siano parte integrante di un progetto di attivazione e ristrutturazione che dovrebbe avere loro come protagonisti, pensando anche a forme di autoreddito e professionalità da far crescere. Un’altra forma di economia, circolare che non afferisce al profitto, ma al riscatto sociale.

Ora, dopo la visita del Vescovo Lambiasi, che riconosce e da piena legittimità ad un’esperienza sociale che nasce da un ciclo di lotte per il diritto all’abitare (Casa Madiba, Villa Flo ed Eva, Villino Ricci) che ha visto protagonisti varie soggettività territoriali, riceviamo, questo Lunedì, dall’Assessore Lisi l’invito all’incontro del 13 luglio prossimo presso l’Assessorato alla Protezione Sociale, ma contestualmente l’incontro viene preceduto da questo articolo del Corriere.

Non siamo disposti e lo diciamo subito a mediare al ribasso, siamo disposti semmai a far riflettere su come i flussi di denaro, i progetti sociali, il vergognoso sistema di accoglienza nei CAS (Centri di accoglienza straordinaria dei rifugiati) vadano oggi radicalmente ripensati anche alla luce della LORO INEFFICACIA (incubatori di nuovi homeless e sfruttati)  e soprattutto rispetto a quanto accade nella società, fra un razzismo xenofobico dilagante che sdogana organizzazioni e violenza neofascista (i fatti di Fermo, l’assassinio di Emmanuel ci raccontano questo) derubricandola ad un fenomeno ultrà, diritti inviolabili cancellati e una politica che continua a trasformare tutte le vittime del sistema neoliberista non in persone ma in senza tetto che occupano illegalmente degli stabili pubblici non adeguati all’accoglienza o in persone che rubano servizi agli altri cittadini o in nuove braccia da sfruttare. A tutto questo è ora di dire basta!

Casa Madiba Network – Casa Andrea Gallo (Don) #perlautonomia

 

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