«Bismillah, c’est les ténèbres» – Un commento dellə operatricə di prossimità sullo sciopero generale

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«Bismillah, c’est les ténèbres»

Siamo arrivate carichə come operatricə di prossimità allo sciopero generale. Oltre le sigle, per una comune umanità che riconosce quando la guerra fra poveri colpisce anche la nostra categoria scaricando verso il basso i costi di questa crisi.

Rifiutiamo, come operatricə del sociale, di essere strumento di ulteriore oppressione e violenza dello Stato. NON SAREMO MAI STRUMENTO DI QUESTA NECROPOLITICA.

Per questo ci siamo messə in ascolto e cammino con le persone senza casa della città attraverso le Giornate di inchiesta su homelessness e diritto all’abitare.

Persone spesso con gravi problematiche di salute mentale o malattie croniche come le dipendenze, che sono state protagoniste del Corteo del 30 ottobre, attraverso la musica, con balli e movimenti liberatori, in un percorso di riappropriazione del diritto alla città che invece normalmente le vede stigmatizzate ed escluse. “La camicia di forza” era l’essere visti e riconosciuti, eravamo noi, non le catene, ne il contenimento.

Dobbiamo dire grazie allora alle persone giovani che si sono ribellate in tutta Europa, perché ci hanno dato il coraggio di rimetterci in cammino, di pensare il conflitto, non solo come inevitabile, ma anche come uno dei tanti strumenti della nostra cassetta degli attrezzi. Il lavoro sociale è politico!

A una classe politica che di fronte a richieste sacrosante, come la riconversione di hotel dismessi in ostelli sociali, o la regolamentazione del prezzo delle camere negli staff hotel, al fine di arginare fenomeni vergognosi di speculazione sulla pelle di persone spesso precarie ed indigenti, risponde dicendo che “la politica non può intervenire sul mercato”, noi rispondiamo SCIOPERANDO.

Rispondiamo con le relazioni e la solidarietà che siamo riuscite a costruire nonostante tutta la precarietà del nostro lavoro, nonostante il riprodursi di un sistema di oppressione e violenza istituzionale che colpisce anche noi come lavoratrici sociali povere e che riproduce il circolo vizioso della marginalità.

Nonostante tutto questo siamo vive, siamo arrabbiatə e siamo in stato d’agitazione permanente.

Senza comunità non c’è liberazione !

UNA CASA PER TUTTƏ 🩷🏘️✊🏾🌍🔥

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