Anche nei mesi estivi l’azione dello sportello Homeless Right, attivo all’interno del Centro servizi a contrasto delle povertà, e delle Unità di strada per le persone senza casa hanno prestato particolare attenzione alla questione di genere.
Grazie alla sinergia con lo Sportello d’ascolto antiviolenza, curato da MondoDonna Onlus all’interno del Centro servizi durante le aperture del Guardaroba Solidale Madiba del martedì (dedicate alle donne e alle persone lbtqia+), continua la nostra azione sul tema così come la ricerca di risposte e soluzioni, spesso non facili, vista la complessità delle situazioni che stiamo incontrando, dove la questione della provenienza, dello status giuridico e spesso la presenza di problematiche di salute, quali dipendenze o sofferenze di tipo psichiatrico, rappresentano uno dei primi ostacoli nella concretizzazione di risposte di tipo abitativo, soprattutto per quelle donne o persone transgender vittime di violenza che non possono essere accolte nei comuni CAV.
Le donne, pur essendo una minoranza tra le persone senza dimora e in precarietà abitativa, vivono esperienze specifiche legate a dinamiche sociali e ad una maggiore “invisibilità” oltre ad essere più esposte a rischi di violenza. Questo è dovuto anche alla narrazione pubblica che tende a concentrarsi sull’esperienza maschile dell’homelessness, ignorando le cause e le conseguenze specifiche del fenomeno per le donne e per le persone che non si riconoscono nel binarismo di genere. Le politiche devono considerare le esigenze specifiche delle donne, minori e persone lbtqia+, riconoscendo che l’homelessness è un fenomeno “gendered” (con un’impronta di genere) e quindi lavorare per dare soluzioni adeguate e sempre più specifiche e mirate.
Inoltre, la mancanza di spazi abitativi accessibili e le politiche abitative insufficienti, come dicevamo prima, soprattutto per queste categorie di persone, contribuiscono a cronicizzare la condizione di senza fissa dimora e di precarietà abitativa e quindi di violenza.
Per questo, così come durante l’avvio del progetto, le operatrici dello Sportello HR hanno affiancato l’unità di strada della Croce Rossa Italiana – Comitato di Rimini nell’uscita settimanale di martedì (a fine luglio) presso la Stazione FS.
Un’occasione per continuare a tessere relazioni anche al di fuori degli spazi fisici del Centro Servizi, per distribuire beni per l’igiene personale, la salute sessuale, la prevenzione dei rischi da IST. Per esserci e provare a immaginare insieme alle donne e soggettività senza casa come, da queste attività di primo contatto, possiamo provare a sviluppare percorsi di presa in carico capaci di risolvere e non riprodurre il circolo vizioso della marginalità.
La rete delle unità di strada, dall’avvio del Progetto, si incontra mensilmente per un raccordo sui casi e sulle situazioni incontrate, per un monitoraggio e mappatura dei luoghi, per un’analisi del fenomeno in strada.
Per segnalazioni telefoniche è attivo anche un numero di cell. 342 5684568 gestito da Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII che coordina le Unità di strada senza fissa dimora del territorio.
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