Dalla parte del diritto all’abitare. Una casa per tuttə

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 DALLA PARTE DEL DIRITTO ALL’ABITARE. Una casa per tuttə!

Nella settimana di mobilitazione globale SfrattiZero, lo scorso 30 ottobre come Sportello Casa Adl Cobas abbiamo incontrato alcuni funzionari ACER per confrontarci in merito alla situazione di una donna sola, con problematiche di salute importanti e ritardo cognitivo e in possesso al momento di un’invalidità dell’85%, sotto sfratto da un alloggio ACER.
I motivi non sono nuovi, e come già ci è accaduto in altre situazioni, non vi è alla base una morosità bensì la mancanza di un titolo.

La signora viveva con un compagno abusante e maltrattante che l’ha isolata da contesti amicali e di lavoro, non inserendola mai nel proprio stato di famiglia. Alla morte dello stesso la signora si è trovata così – secondo i regolamenti Acer – a non possedere alcun titolo per restare nell’alloggio.

Un’azione che come già accaduto per altri sfratti da noi seguiti, non fa altro che attaccare persone in condizione di povertà e con multi-fragilità e multi-problematicità sociali e sanitarie, privandole di quella stabilità che un alloggio offre ed andando ad accentuare una pericolosa escalation di problematiche di salute, in primis mentale. Scaricando di fatto la mancanza di risposte abitative cittadine sulle singole persone.

MA il problema della casa non è una colpa del singolo, bensì il prodotto di scelte che hanno trasformato un diritto in una merce e dove l’assenza di politiche pubbliche (in tema di regolamentazione del mercato immobiliare tanto quanto di sperimentazione di nuove esperienze abitative che sappiano mettersi in ascolto dei NUOVI bisogni) è di fatto politica anche essa, che lascia praterie alla speculazione e alla rendita e abbandona chi è più espostx e vulnerabile.

Per questo anche i contributi economici che l’amministrazione tramite lo Sportello sociale del Comune propone come risposte in questi casi rappresentano una scelta politica poco efficace, perché continua a muoversi nell’emergenza – di fronte ad un problema che è invece strutturale e sistemico – cercando di mettere una garza su un’emorragia che sta prosciugando sempre più persone, e drenando soldi pubblici nell’alimentare meccanismi speculativi.

Perché invece – a fronte di un’urgenza sociale come quella abitativa che stiamo vivendo – non attingere a quelle tante strutture fuori mercato che l’industria turistica, che dal dopoguerra ha plasmato il nostro territorio e gli assetti economici e sociali della nostra città, ha accumulato, immaginando per esse una nuova vita e valore sociale?

Ibridando anche la richiesta di forme di accoglienza e ospitalità meno impattanti con le necessità legate all’abitare e all’abitanza. Certo, la questione casa non si risolverà solo così, ma è un modo per iniziare a immaginare un nuovo paradigma di intervento politico e risposte non emergenziali.

Per questo vi invitiamo alla presentazione del progetto di @Casa Meteca – un ostello sociale contro le disuguaglianze , mercoledì 12 novembre ore 18:30 a Casa Madiba!

Lo sfratto è stato intanto rimandato di 6 mesi, con l’impegno da parte delle parti presenti di attivarsi al fine di un pieno riconoscimento delle condizioni di salute della signora, l’attivazione di una presa in carico specifica dei servizi interessati e la richiesta nostra che non si sfratti nessunx finché non si reperisce una nuova soluzione idonea e dignitosa.

UNA CASA PER TUTTƏ!
Per un diritto all’abitare degno per tuttə

Casa Madiba Network
Sportello Casa ADL Cobas


CasaMadiba.net

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