Operatorx sociali contro il genocidio, continuiamo il percorso di mobilitazione qui ed ora! #blocchiamotutto

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Pubblichiamo il documento della Rete educatori educatrici e operatori e operatrici sociali e di prossimità organizzati con ADL Cobas

Oltre il 22 settembre per la Palestina libera, in supporto della ⛵️ Global Sumud Flotillia, per un mondo che non normalizzi la violenza dell’oppressione e del genocidio

Anche lx operatorx sociali e di prossimità attivx nella costruzione di iniziative di disobbedienza civile a sostegno della Palestina e della Global Sumud Flotilla.

Siamo consapevoli e convintx che il lavoro sociale sia lavoro politico, sia lavoro quotidiano di rivendicazione di maggiori risorse, di restituzione del protagonismo alle soggettività stigmatizzate e invisibilizzate, di spinta verso un accesso universale ai diritti fondamentali per una vita dignitosa.

Tutto questo sta diventando però sempre più difficile e frustrante.

Siamo perennemente immersx in un contesto precario, di frammentarietà del welfare che non consente di costruire interventi sul lungo periodo, che non dà certezze professionali, dove la costruzione di interventi con approccio multi-agenzia è sempre più complesso a causa della mancanza dei presupposti base per avviare percorsi simili. L’accesso alla casa, ad un alloggio sicuro e sano, è il primo esempio che ci viene in mente. Come riusciamo a costruire percorsi di empowerment e autodeterminazione finché le persone continuano a essere costrette a vivere in strada per la mancanza di alloggi nonostante un lavoro, documenti ecc ?

In uno scenario in cui la precarietà delle condizioni di lavoro si sovrappone a quella delle risposte date a chi si rivolge ai servizi e al terzo settore, lo scenario e la strada imboccata dai governi europei è quella di destinare ancora più risorse alle spese militari, alla difesa dei confini, a rimpinguare un’economia di guerra con misure straordinarie.

E questo vale per tutti i settori, dalla marginalità adulta all’inclusione scolastica, dalla non autosufficienza all’accoglienza.

Siamo in un regime di guerra globale, e la guerra è entrata ormai pienamente nella nostra quotidianità.

Le politiche di riarmo, la decisione di destinare capitoli della spesa pubblica e del welfare a favore della difesa, a scapito di investimenti sulla sanità, sulle politiche abitative e di contrasto alla povertà, per l’aumento dei salari e contro il caro-vita, sono solo alcuni degli effetti di un regime di guerra che si sta imponendo sempre più concretamente nelle nostre vite, anche attraverso nuove forme di restrizione delle libertà, dei diritti e delle tutele.

C’è un genocidio in corso, quello che non hanno fatto i governi, lo stanno facendo centinaia di persone della società civile con la Global Sumud Flotilla.

Le notizie che arrivano da Gaza negli ultimi giorni sono sempre più drammatiche, non riusciamo a voltarci dall’altra parte.

Siamo tuttx connessx: bisogna agire, qui ed ora.

Per questo come lavoratrici e lavoratori sociali organizzati con la Rete educatrici educatori e Adl Cobas Lunedì 22 settembre, ci siamo unite alla giornata di mobilitazione e sciopero e abbiamo partecipato all’assemblea aperta di Rimini con Gaza.

Per chiedere:

– l’immediata cessazione dei bombardamenti, il massacro in corso a Gaza e il progetto coloniale;

– massima tutela da parte dei governi europei affinché la Global Sumud Flotilla possa portare a termine la sua missione;

– stop al riarmo e investimenti su welfare, politiche sociali e abitative;

– chiusura di tutti gli accordi di collaborazione tra fiera di rimini e stato di’Israele o società israeliane

– apertura di un tavolo a livello cittadino sull’abitare, mettendo tra le priorità del dibattito politico e degli investimenti questo tema mediante il riutilizzo e la riqualificazione delle strutture comunali sfitte e di quelle del comparto turistico fuori mercato.

Per continuare con la pratica di sciopero e declinarla in tante forme, invitiamo tuttx a seguire il percorso di Rimini con Gaza e i prossimi appuntamenti.

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