Report 2025 del Guardaroba Solidale Madiba

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Che cosa è successo nel 2025 al Guardaroba Solidale Madiba?
Durante il 2025, con il consolidamento delle attività del Centro Servizi per il Contrasto alla Povertà, si è riuscitə a distribuire in modo più equilibrato gli accessi e a migliorare così l’efficacia del lavoro di ascolto e supporto, con la sinergia tra il DROP IN e lo Sportello HOMELESS RIGHTS.

Nel 2025, il GSM è arrivato a 10 anni di attività continuativa.

Esso si sostiene grazie ad un gruppo di attivistə volontariə di circa 20 persone che portano avanti tre aperture settimanali del Guardaroba Solidale:

  • Lunedì e venerdì mattina dalle 9 alle 12
  • Martedì pomeriggio dalle 14 alle 16 (solo per donne e persone non binarie)

e che garantiscono l’apertura del Madiba Vintage Market tutti i mercoledì pomeriggio, durante la mostra/mercato de I&le custodi del cibo, per autofinanziare il progetto.

Qui di seguito i numeri del 2025.
Segnaliamo, prima di tutto, che abbiamo registrato un incremento sempre più significativo di accessi, in particolare di persone in precarietà economica e abitativa.

  • 2.878 accessi totali
  • 512 Persone (singoli accessi)
  • 321 NUOVI accessi (una media di 2/3 nuove persone circa ad ogni apertura)
  • 360 uomini
  • 139 donne
  • 13 persone non binarie
  • 384 persone con background migratorio
  • 277 persone senza dimora
  • 125 aperture totali

Il dato più allarmante rimane l’aumento delle singole persone arrivate al Guardaroba Solidale Madiba:

da 340 a 512 persone, circa il 50% in più rispetto al 2024.

Poco meno della metà sono persone in precarietà abitative, come:

  • posti letto in stanze condivise
  • progetti a medio termine
  • spazi non ad uso abitativo
  • stanze in albergo o residence
  • case in affitto senza contratto

L’aumento degli accessi delle persone con background migratorio riflette l’inasprimento delle crisi internazionali e degli scenari di guerra. La situazione geopolitica attuale impone una riflessione sulle politiche di accoglienza e sulla necessità di rafforzare le reti di supporto per chi arriva in cerca di un futuro più sicuro e dignitoso.

Sempre più persone si trovano in precarietà abitativa a causa della perdita del lavoro e dell’aumento degli affitti, quest’ultimo aggravato dal turismo estivo che riduce la disponibilità di alloggi. A Rimini, il caro-affitti e gli affitti brevi, rendono difficile trovare una sistemazione stabile, costringendo molti a condizioni di estremo disagio.

A ciò si aggiungono i tagli al welfare e lo spreco di risorse dell’amministrazione nel mercato di locazione e rendita turistica per tamponare l’emergenza abitativa. Queste politiche non contribuiscono alla costruzione di progettualità volte all’empowerment, bensì alimentano un circolo vizioso che non permette l’uscita delle persone dalla condizione di marginalità. Segnaliamo, quindi, la necessità di maggiori interventi sul modello housing first e housing led.

Per ulteriori informazioni e dati scarica qui il nostro Report 2025 completo

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