Tutte le vite valgono! Non possiamo più aspettare! #Sanatoria2020

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Questa mattina si è svolto il presidio davanti alla Prefetttura e poi un incontro dai toni abbastanza accesi con il vicario del Prefetto.

Abbiamo consegnato l’appello nazionale e manifestato il nostro disappunto per le pratiche discriminatorie, gli ostacoli contro la popolazione migrante e tutte le persone migranti in attesa delle convocazioni per la Sanatoria e delle risposte che mancano.

A maggio dell’anno scorso il governo italiano ha emanato un provvedimento con il quale dichiarava di voler regolarizzare una parte importante dei e delle migranti irregolari presenti in Italia. Dopo quasi un anno dall’entrata in vigore del provvedimento, solo il 5% delle 200.000 persone per cui è stata presentata domanda di emersione o regolarizzazione hanno ottenuto un permesso di soggiorno. Questo è inaccettabile ed è vergognoso da parte del governo!

Per questo oggi siamo stati davanti alla Prefettura: perché vogliamo che le procedure previste per la regolarizzazione vengano concluse.
Non possiamo più aspettare!

I e le migranti vivono nella disperazione, nell’invisibilità, vivono un incubo: la speranza dell’inizio quando si parlava della regolarizzazione, si è rivelata vana perché questa sanatoria non è quella che speravamo: sin dall’inizio è stata piena di ostacoli. La regolarizzazione in cui speravamo doveva partire dal presupposto di includere e regolarizzare tutte le persone irregolari presenti sul territorio italiano. La regolarizzazione che speravamo era legata all’idea di diritto alla salute e alla vita. Qui in Italia all’interno della politica c’è una grave carenza di capacità, volontà e perseveranza nella gestione della questione migratoria, e le conseguenze di questo ricadono su di noi migranti, che tutti i giorni subiamo gli abusi e le prassi illegittime negli uffici dellla questura e della prefettura.

Alcuni esempi:
– Gli uffici non rispondono al telefono né alle pec inviate e non forniscono risposte scritte ai quesiti;
– Il modo in cui veniamo trattati nell’ufficio immigrazione: con arroganza, abuso di potere, violenza verbale e fisica;
– L’applicazione arbitraria delle norme da parte degli uffici della Questura, della Prefettura e di tutta la PA.
Tutte queste ingiustizie devono finire.

Noi non siamo delle persone da sfruttare e mercificare per arricchire lo Stato. Siamo delle persone con diritti, desideri e bisogni.

Vogliamo permessi di soggiorno per tutti. Non vogliamo più vivere nella precarietà e nella povertà.

Video: https://fb.watch/5AWLoNiB57/

Di seguito l’appello nazionale e le richieste condivise che sono state avanzate.

APPELLO
«Da alcuni mesi in tutta Italia sono sorti gruppi whatsapp e telegram organizzati tra le persone truffate dalla cosiddetta sanatoria per fare il punto della situazione nelle varie province; a loro si sono unite moltissime associazioni antirazziste, sindacati di base, gruppi informali e singoli cittadini che stanno monitorando le procedure di emersione/regolarizzazione raccogliendo risultati sconfortanti. E’ trascorso ormai un anno dal decreto del governo italiano che annunciava in grande stile, lacrime della ministra incluse, la possibilità di ottenere un permesso di soggiorno per chi era già presente nel territorio italiano. Ma a distanza di dieci mesi dalla chiusura di una sanatoria escludente e complicata sono state evase poco più del 5% di tutte le richieste pervenute.Vi è una immobilità totale delle prefetture, una richiesta sempre più complessa di documentazione e un accanimento attraverso circolari ministeriali che tolgono diritti invece di semplificare.Da un anno i lavoratori e le lavoratrici dei due settori prescelti (agricoltura e cura) sono in attesa di una convocazione che non arriva.Da un anno uomini e donne sono sottoposti a ricatti e sfruttamento da parte dei datori di lavoro e c’è chi un datore di lavoro nel frattempo l’ha perso. Questo provoca ostacoli insormontabili sia per vedersi garantiti i diritti fondamentali, tra cui quello alla salute, e sia per accedere alle (poche) prestazioni sociali disponibili. Perchè oltre il danno di aver pagato i costi di una procedura illogica non ci sia anche la beffa di rimanere senza documenti.

CHIEDIAMO:
– Chiarezza sulle procedure e sui tempi di rilascio dei permessi di soggiorno per coloro che sono riusciti partecipare alla sanatoria.
– Che non siano i lavoratori e le lavoratrici a dover subire l’incompetenza di un sistema che non funziona subendo l’ennesima beffa pagata a caro prezzo.
– L’abrogazione del requisito dell’idoneità dell’alloggio, requisito ostativo al rilascio del permesso e che da sempre è di difficile ottenimento.

PER TUTTE E TUTTI CHIEDIAMO:
– Un permesso di soggiorno anche per coloro che non rientravano nei parametri restrittivi delle procedure del 2020, ma che da anni vivono e lavorano nel nostro paese per uscire dall’invisibilità alla quale sono stati condannati da una sanatoria beffa che non ha voluto vederli. Il decreto Lamorgese ha previsto la possibilità di ottenere un permesso di soggiorno per protezione speciale della durata di 2 anni e convertibile in permesso per lavoro. Questo titolo di soggiorno deve poter essere richiesto e rilasciato direttamente dalle questure senza formalizzare una domanda di protezione internazionale.
– Una moratoria sul requisito del reddito. In piena crisi economica dovuta al Covid-19 non è pensabile continuare a vincolare le procedure per il rinnovo del titolo di soggiorno, per il ricongiungimento familiare e la richiesta di cittadinanza ad una quota minima di reddito.»

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