Piovono titoloni!

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“Piovono titoloni. Parole come macigni. Poi leggi e capisci che si tratta di poveri, gente senza casa, senza lavoro, senza reddito. Eppure il titolo non è “gruppo di poveri costretto a dormire tra i rifiuti e i ferri arrugginiti” – troppo brutto! – ci farebbe diventare tristi e forse anche sentire un po’ in colpa,ci spingerebbe a chiederci da dove viene quella povertà – troppa fatica!. Meglio parlare di “colonie preda degli sbandati”, così ci arrabbiamo e abbiamo un capro espiatorio con cui prendercela. Si tratta nè più nè meno che di un rovesciamento di senso della realtà. Dal giornalismo so che me lo posso aspettare. Le testate on-line devono stimolare il “click” e perciò fare scalpore, quindi non perdono tempo a farci riflettere, cercano invece più pragmaticamente, di accarezzare la parte più becera della nostra indole, nell’ottica di suscitare sentimenti negativi. Il vero problema è che in genere anche la politica si accoda a questa narrazione e cerca di specularci sopra. Sì, perché una condizione subita – la povertà – diventa un comportamento agito – l’essere sbandati. Il miracolo è fatto: un problema sociale – il fatto che ci siano persone in condizioni di vita drammatiche – che richiederebbe un serio intervento politico diventa una questione di comportamenti individuali affrontabile, di conseguenza, solo in termini di ordine pubblico. In questo modo la pilatesca politica – di cui i nostri amministratori locali sono maestri – si può lavare mani e coscienza; può risolvere il tutto con un pizzico di repressione e facendoci pure bella figura perché mostra forza e risolutezza nella lotta contro il degrado. I più “illuminati”, di cui l’assessore Sadegholvaad di Rimini è esimio rappresentante, propongono al limite la rigenerazione urbana come soluzione. No, caro assessore, ristrutturare edifici e rendere pezzi di territorio più “belli” non risolve i problemi, semplicemente spinge i poveri altrove e il problema si riproporrà tal quale in un’altra parte della città. Eppure questa politica basata sulla stigmatizzazione della povertà oltre ad essere infima sul piano morale è anche miope perché, appunto, i problemi di fondo restano irrisolti. A meno che qualche luminare delle politiche sociali non ci spieghi cosa devono fare i poveri per non diventare sbandati in un contesto caratterizzato da welfare lacunoso, assenza di servizi e carenza di lavoro, a fronte di ampia presenza di lavoro povero (perché spesso il povero lavora pure, eppure è povero!). Come si deve comportare dunque il povero per bene nella società contemporanea? Forse, semplicemente, deve evitare di dormire…Già, ecco!. Se non dorme, non deve occupare le colonie. Questa è lungimiranza… Ecco la soluzione e appena appoggia il culo per terra arriva una volante e “beccato! sbandato! denuncia!”. Quindi il povero per bene deve stare sveglio e rigorosamente in piedi. Ma non può nemmeno camminare perché se ciondola tutta la notte è comunque uno sbandato. Non se ne esce se non con un paradosso. Il povero per bene è il povero che riesce a cancellare dalla nostra società ogni traccia della sua presenza disturbante. Quindi, semplicemente, il povero per bene è quel povero che pur esistendo non esiste: il povero inesistente – come il cavaliere di Calvino. Eppure quel povero c’è, è in mezzo a noi e prima avremo il coraggio di guardare questa realtà in faccia prima riusciremo a capire che il problema si risolve non con i manganelli ma con diritti, welfare e lavoro dignitoso: facendo la guerra alla povertà, non ai poveri. Altrimenti potete continuare a dire che viviamo in un territorio virtuoso e ben amministrato. Ma ci metterei la mano sul fuoco, i poveri continueranno ad esistere e persino a dormire!”

Facciamo nostre le parole di Marco Montanari, ricercatore indipendente che ha coordinato la tavola rotonda della tre giorni “People before profits”, perché ci aiutano a guardare la realtà, a prendere coscienza e ad organizzarci per cambiare questo stato di cose soprattutto ora.
Perché ci sono troppe persone nella nostra città costrette a dormire tra i rifiuti e i ferri arrugginiti, questo è il vero degrado, non le persone che vivono in quelle condizioni, che sono le vittime di questo sistema e della povertà. Come denuncia da diversi anni Casa Don Andrea Gallo Rimini #perlautonomia 2.0.

Domani Sabato 5 Settembre alle ore 11:30 in Piazza Cavour ci sarà la conferenza stampa di presentazione dell’Appello EMERGENZA COVID19 ACCOGLIENZA E PERSONE SENZA DIMORA – NESSUNO DEVE RIMANERE SENZA CASA!, appello promosso da tante realtà regionali e locali, conferenza stampa alla quale siete invitati e invitate a partecipare.

UNA CASA PER TUTT*

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