Presentata la Campagna di Manifesti sul Lavoro Educativo

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Un super aperitivo e festa di autofinanziamento per sostenere la Campagna di Manifesti sul Lavoro Educativo ieri sera a Casa Madiba Network.
Grazie a tutti e a tutte per la partecipazione, a Massimo Modula e le Le Luride diggei // Trash crew per aver animato la serata in grande stile!
A tutti quelli e tutte quelle che si sono adoperati per la buona riuscita dell’iniziativa!
Verso lo Sciopero del 25 Ottobre.

Perché questa Campagna di manifesti?

Ogni giorno l’educatrice e l’educatore si recano regolarmente al lavoro, aiutano bambini, ragazzi, anziani, disabili in situazioni di difficoltà e vulnerabilità. Confortano le famiglie e collaborano con specialisti ed insegnanti se svolgono il loro lavoro a scuola, ma ad oggi sono dei lavoratori e delle lavoratrici invisibili.
La campagna di affissioni dei MANIFESTI SUL LAVORO EDUCATIVO persegue l’obiettivo di fare uscire la figura dell’educatore e dell’educatrice dall’invisibilità e di denunciare pubblicamente le condizioni lavorative a cui sono costretti e costrette.
Gli educatori e le educatrici sono personale qualificato e con esperienza, nella maggior parte dei casi laureati e/o con percorsi formativi altamente specializzati, eppure percepiscono bassi stipendi e subiscono condizioni contrattuali vergognose.
Sono spesso obbligati e obbligate a diventare soci lavoratori o socie lavoratrici delle cooperative dove vengono assunti,, lavorano con part-time obbligatori, livelli contrattuali inferiori alle loro qualifiche, straordinari non pagati, datori di lavoro che cambiano allo scadere dell’appalto, contratti all’80% delle ore lavorative, spostamenti da un luogo di lavoro all’altro a loro spese.
Gli educatori e le educatrici prestano un grande servizio alla società: a volte è una prevenzione, a volte è un’operazione sollievo per le famiglie e la comunità, altre invece assicura il diritto alla scuola anche a chi si trova in situazioni di emarginazione e di esclusione.
I manifesti che nelle prossime settimane vedrete affissi in diverse città della Provincia chiedono il riconoscimento della nostra figura attraverso azioni concrete da parte dei gestori dei servizi e dei sindacati confederali perché un altro contratto collettivo nazionale è possibile e necessario.
Chiediamo inquadramenti contrattuali idonei alle nostre mansioni non più D1 ma D2, una paga oraria degna di un lavoro di pubblica utilità com’è quello sociale, la fine dei turni in solitudine per gli educatori di comunità, i periodi di chiusura delle scuole retribuiti non solo per gli insegnanti ma anche per gli educatori scolastici, il riconoscimento del lavoro educativo come usurante.
Diritti e dignità per il lavoro educativo.
#unaltrocontrattoèpossibile

Video della presentazione:

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