Con la SPEZZONA CRITICONA al Rimini Summer Pride

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“È ormai chiaro il bisogno di confronto, partecipazione e soprattutto politicizzazione degli spazi dei pride – ci sono luoghi però dove questo bisogno non solo non viene ascoltato, ma viene respinto con prepotenza.

Rimini è uno di questi luoghi, noi eravamo lì con le persone e attivist* che animano le lotte in città in modo intersezionale, così come la cultura antifascista, antirazzista, antiabilista, anticapitalista, ambientalista, antispecista e transfemminista.

La gestione “blindata” di cortei così importanti e visibili come i pride è una modalità che deve necessariamente essere superata per fare spazio invece all’allargamento del consenso e delle azioni/strategie di resistenza al neofascismo di questo governo. Non solo, siamo chiamat* ad esprimere le alternative che fino ad ora abbiamo vissuto e creato, perché un altro mondo è possibile.

La sede riminese di Arcigay ha dimostrato di non avere rispetto e riconoscimento della politica in sé, scavalcata dalla volontà di creare eventi neutri, innocui per il diletto del turismo eteronormato.

Ma a noi la città vetrina non ci abbaglia, ci vediamo ancora benissimo e siamo convint* che dentro l’associazione debba partire una riflessione su cosa e chi pensano di rappresentare, mentre spingono ai margini le minoranze, mettendo in prima linea corpi gay, cis, bianchi, abili e benestanti a provocare e ad agire violenza.

Arcigay Rimini e l’organizzazione del Rimini Summer Pride dovranno prendersi la responsabilità di essersi sottratt* sistematicamente al dialogo per poi aver creato ad hoc una situazione pericolosa per l’incolumità di tutt*.

Quando auspichiamo la costruzione di reti, assemblee aperte non ci dimentichiamo che non tutti i territori vivono le condizioni per il dialogo. Queste condizioni devono essere create, o resteremo un “tema” dei partiti che fino ad ora ben poco hanno fatto per i diritti delle persone LGBTQIAP+ e razzializzate.

Dove non è possibile continueremo a supportare le esperienze transfemministe che si impegnano per una lettura critica e non pacificata della realtà che ci circonda.

Siamo criticon*, sì, del Pride che si definisce “il più romantico d’Italia”, perché dal “romanticismo” alle botte purtroppo il passo è sempre troppo breve, e noi che lottiamo contro la violenza di genere e dei generi da molti anni lo sappiamo bene.

Un abbraccio all* compagn* che hanno saputo gestire in modo safer una situazione di aperta ostilità per permettere a tutt* di intervenire, ballare, rivoluzionare.

Ci vediamo sabato 9 settembre 2023 a Rimini e invitiamo tutt* le favolosità resistenti a portare il proprio sostegno alla Bicicheccata e a PrideOff Rimini”.

Laboratorio Smaschieramenti Bologna

Tutte le reazioni:1Camilla Marcuccio

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