Rimini – Studenti contro la Riforma della Scuola Renzi/Giannini a processo: oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale #NonCiAvreteMaiComeVoleteVoi

condividi su:
studenti presidio tribunale 3.3.2016

Il 10 Ottobre 2014 il centro di Rimini veniva attraversato da una manifestazione determinata a dare voce all’opposizione degli studenti alla riforma Renzi-Giannini, la cosiddetta “Buona Scuola“; fermati dalle forze dell’ordine in piazza Tre Martiri, gli studenti hanno rivendicato il diritto di manifestare chiedendo di attraversare il Corso fino a piazza Cavour per portare la protesta a chi rappresenta il governo in città, ovvero il sindaco ed anche presidente della Provincia dopo la Riforma Renzi. Fra chi si chiedeva quale fosse il pericolo portato in piazza dagli studenti c’erano gli assessori Sadegholvaad e Lisi, che hanno dato il via libera al proseguimento del corteo.

Oggi, 3 Marzo 2016, si è tenuta la prima udienza per alcuni manifestanti e attivisti denunciati a seguito delle tensioni sorte e create ad hoc in quella giornata. Oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale i reati contestati a più di una decina di studenti. Uno dei dirigenti della Questura si è fatto refertare al PS, 8 giorni di prognosi (SIC!) per un corteo certo determinato ma pacifico e performativo nella comunicazione. Per gli attivisti e le attiviste, questo è un ennesimo caso di gestione giuridica del dissenso politico, mirato ad allontanare chi manifesta dai propri movimenti. E invece noi siamo sempre più forti e abbiamo riconquistato anche il nostro spazio sociale: CASA MADIBA NETWORK!

C’è da chiedersi quale sia il senso di portare a processo diversi studenti, fra cui dei minorenni, per un episodio di limitata rilevanza penale ma con un alto valore sociale: non è poco che quasi duecento studenti si mobilitino per richiedere un’istruzione migliore di quella proposta dalle politiche di austerity e smantellamento del pubblico.

È giusto rendere il dissenso, l’impegno sociale e l’essere in opposizione dei capi di imputazione? E’ giusto che sia il codice penale, e non la politica, a gestire le voci di protesta? E’ giusto limitare la libertà di fare movimento e rendere degli studenti in manifestazione dei nemici pubblici?

‪#BeStudentsBeRebel‬#‎NonCiAvreteMaiComeVoleteVoi‬

VIDEO Report del corteo del 10 Ottobre 2014

condividi su: